RANDAZZO: DOMANI L’ANAS RISPONDERA’ SUL PROGETTO DELLA STATALE 120

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L’appuntamento bis fra il Comune di Randazzo e i vertici dell’Anas per verificare che fine abbia fatto o perché si sta ritardando tanto a presentare il nuovo progetto di ammodernamento del tratto Randazzo – Fiumefreddo della Ss 120, si svolgerà domani. Saltato il primo appuntamento del 25 maggio, domani alle 12,30 a Roma, negli uffici del ministero delle Infrastrutture, si dovrebbero incontrare il sottosegretario Umberto De Caro, l’onorevole Luisa Albanella, il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, il segretario provinciale della Flai Cgil Alfio Mannino e, appunto, i vertici dell?Anas. L’incontro è scaturito dopo che è stata pubblicata la notizia che il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ha inviato all’Anas una stizzita missiva dove, nonostante abbia sottolineato come abbia più volte e vanamente chiesto ufficialmente e telefonicamente notizie all’Anas sulla progettazione del nuovo tratto di strada iniziata nell’ormai lontano 2013, ed abbia rimarcato come il Comune abbia versato all’Anas ben 525 mila euro per la progettazione della strada, neanche questa volta ha avuto risposta. Per tanti una scortesia non solo nei confronti di un sindaco, ma della popolazione di un intero territorio. Così, ha comunicato Alfio Mannino segretario provinciale della Flai Cgil, l’onorevole Luisa Albanella ha organizzato l’incontro e domani si dovrebbe svolgere questo faccia a faccia fra Anas e Comune. Del resto la Ss 120 è veramente un’arteria anacronistica, ancora disegnata sul tracciato borbonico. Chiamata ad unire il mare alla montagna, la costa con il Parco dell’Etna, dovrebbe rappresentare il volano per lo sviluppo. Invece nei 30 chilometri che separano Randazzo dallo svincolo autostradale di Fiumefreddo conta ben 153 curve o cambi di direzioni, attraversa 2 Comuni e tre frazioni, poche volte consente il sorpasso e soprattutto è attraversata per 5 volte dalla ferrovia Circumetnea. Guai quindi a viaggiare nella stessa direzione del treno: i passaggi a livello si trovano tutti chiusi. Gaetano Gaetano Fonte “La Sicilia” del 13-06-2016