NEL VUOTO DI BRONTE PREOCCUPANO I FOCOLAI DENTRO LE CASE DI RIPOSO

Sale ancora la curva del contagio nella Città del Pistacchio. Secondo le rilevazioni di ieri i positivi erano addirittura in 400, di cui 6 ricoverati in ospedale. Ben 645, invece, le persone in isolamento fiduciario. Una situazione che desta preoccupazioni. Il segretario del circolo del Pd “Livio Castiglione”, Maurizio Gorgone, infatti, ha inviato una lettera al prefetto, lanciando l’allarme su quanto sta accadendo nella casa di riposo “San Vincenzo De Paoli”. «Il Circolo – si legge nella nota – segnala la grave situazione in atto nella casa di riposo San Vincenzo De’Paoli – Padre Antonino Marcantonio e in altre strutture di accoglienza per anziani presenti nel territorio, dove si registra un aumento elevato di contagi. «I familiari degli ospiti –si continua a leggere – segnalano gravi criticità all’interno delle strutture a causa dell’elevato numero di positivi e della difficoltà a reperire personale medico, infermieristico e sanitario in grado di rispondere alle esigenze di assistenza degli anziani, molti dei quali non autosufficienti o con gravi patologie. Nella casa di riposo San Vincenzo De’ Paoli, infatti, è rimasto un solo infermiere a occuparsi dei circa 70 ospiti presenti. Per questo si chiede l’intervento del prefetto affinché si valuti anche la possibilità di far intervenire il personale medico dell’esercito».

Parallelamente la società civile sta tentando di organizzarsi. Alle diverse associazioni di volontariato che hanno fornito diponibilità a garantire assistenza, un gruppo spontaneo di persone denominato “LiberaMente Bronte” e rappresentato dall’ex sindaco Graziano Calanna sta provando ad organizzarsi. «Secondo le proprie attitudini o competenze –afferma Calanna – ognuno sta cercando di aiutare chi ha bisogno. Ho anche già ottenuto la disponibilità di un medico e 2 infermieri a prestare la propria opera nella Casa di Riposo. Essendo però operatori sanitari dell’Asp è necessario che ottengano l’autorizzazione per la quale potrebbe passare troppo tempo. Mi sono già sentito telefonicamente con l’on. Anthony Barbagallo ed insieme lanciamo un appello all’Asp, affinché, in questo momento di emergenza, renda queste procedure estremamente snelle». Fonte “La Sicilia” del 20-11-2020

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