MALETTO: TERRENI ALLAGATI DALLE PIOGGE «STIAMO CERCANDO DI RECUPERARE LE SOMME PER GLI INTERVENTI»

I grandi cambiamenti climatici che interessano il nostro pianeta, diventano problematici anche nelle piccole comunità e paesini della nostra bella regione, spesso lasciata in totale stato di abbandono. Enti pubblici sempre a corto di risorse soprattutto per la difesa del territorio e dell’ambiente e per cercare di limitare i danni idrogeologici, sempre più continui sia perché la Sicilia si avvicina sempre più al clima tropicale, con grandi periodi di secca, scanditi da violente bombe d’acqua, sia per l’abbandono generale dei terreni, che fino a circa vent’anni fa venivano regolarmente seminati e puliti. A Maletto, la situazione non è diversa da molti altri Comuni, con terreni che vengono regolarmente allagati impedendo ai proprietari la normale fruizione o la semplice coltivazione di qualsiasi prodotto. Antonino, un proprietario, da anni chiede al Comune che vengano eseguiti dei lavori per regolamentare il regime delle acque piovane, che ad ogni pioggia più o meno consistente, trasformano il suo appezzamento di terreno, sito in contrada “Roccaro” a valle del paese, in un profondo acquitrino.

«Da anni chiediamo alle varie Amministrazioni che il problema venga risolto definitivamente – dichiara –Purtroppo, finora, tranne alcune puliture non è stato realizzato nulla, e così dopo qualche pioggia, il canalone che attraversa la zona si ottura, e l’acqua allaga i terreni adiacenti rendendo vani mesi di lavoro, tra l’altro abbiamo anche vinto uno causa contro il Comune, anche se la sentenza non è mai stata applicata». Pronta la replica del primo cittadino, Pippo De Luca: «Purtroppo sappiamo tutti come la situazione non sia così semplice – dichiara – per fare questi lavori, tra l’altro necessari, sono necessari molti fondi, e il nostro Comune, due anni fa, ha perso un finanziamento che doveva servire per questo progetto. Ora, con i competenti uffici, stiamo lavorando per cercare di recuperare le dovute somme, sia per mettere in sicurezza questo canalone, sia per altri interventi». LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 04-09-2019