ESTETICA, L’ULTIMA FRONTIERA E’ LA MEDICINA RIGENERATIVA

Medicina estetica e formazione. Su questo tema e sulle ultime novità scientifiche in materia abbiamo intervistato il dott. Antonio Pulvirenti, 54 anni, giarrese, sposato, due figli, medico estetico, specializzato in geriatria e medicina anti-aging. Impegnatissimo nella formazione medico-scientifica, gira l’Europa a tenere relazioni e conferenze sulle innovazioni della medicina estetica.
La prima domanda sorge spontanea. Non è che il dott. Pulvirenti conferenziere toglie troppo tempo al dott. Pulvirenti medico-estetico?
«No. Perché ho cercato sempre di organizzarmi, e poi la formazione è fondamentale per tutti; piuttosto direi sovraccaricato e in colpa per la prolungata assenza dai familiari che paradossalmente motivano il mio cammino. Da qui la scelta di focalizzarmi su congressi fissi».
La ricerca medico-scientifica corre. Quella della chirurgia estetica vola?
«Sì. Tra nuovi materiali e tecnologie avanzate. Pensi ad esempio al laser “picosecondi” che consente di rimodellare la superficie cutanea senza effetti collaterali quali croste e infezioni».
Qual è la scoperta recente più importante?
«Direi la medicina rigenerativa. Essa si basa su applicazioni cliniche focalizzate con la prospettiva di riparare, sostituire, rigenerare cellule, tessuti e organi, così da ripristinare alcune funzioni fisiologiche che non assolvono, come dovrebbero, al loro compito. Parliamo di fattori di crescita derivati dalle piastrine e dal grasso che permettono di avere una rigenerazione dei nostri tessuti».
La formazione svolta da lei cosa riguarda in particolare? Ha anche contenuti etici?
«Guarda alla medicina preventiva e a quella rigenerativa. I contenuti etici sono al primo posto di entrambe le correnti di formazione».
Riguardo proprio all’etica professionale le è capitato di sconsigliare interventi chirurgici?
«Sì e la maggior parte delle volte perché ci si limita a guardare l’inestetismo e non a riflettere sul fatto che il rimedio può essere peggiore del male. Il mio credo è mantenere un viso giovane con naturalezza; ciò significa evitare di trasformare un volto umano in quello di una bambola».
Qual è la sua chiave di lettura per avere un viso che non sembri finto?
«Il segreto è concepire il nostro viso come una struttura tridimensionale e agire con un intervento sulla parte profonda, cioè sulle ossa, sulla parte intermedia, vale a dire muscoli e grasso, per poi approdare alla parte superficiale, ovvero il derma».
E’ vero che gli uomini che si sottopongono alla chirurgia estetica aumentano di anno in anno?
«Sì. Oggi l’uomo è decisamente un Adone. Migliorare il proprio aspetto non è più una declinazione solo al femminile. Cambiano i tempi e le mode così come il bisogno di star bene con noi stessi e prendersi cura del proprio aspetto, coccolarsi diventa un vero e proprio percorso interiore che sfocia nel dar voce alla propria anima; ma non dimentichiamo che, se anima e corpo non sono in sintonia, il nostro organismo non può funzionare bene; ecco perché è necessario valutare tutto a 360° e non fermarsi solo all’aspetto esteriore, che si traduce nel motto: non possiamo curare le rughe del viso se non curiamo il corpo intero».
Si può dire che ciò è espressione della società di oggi in cui viene data sempre maggiore importanza alla cura della persona, al suo aspetto fisico e all’apparenza?
«Sin dalla notte dei tempi l’uomo ha aspirato alla bellezza e alla cura di sé. Ci si potrebbe esprimere in termini di uguaglianza di diritti a parti invertite. L’uomo che riesce a fare punti di forza delle sue debolezze. Le mutate condizioni della società hanno enfatizzato la voglia di ritrovare l’armonia tra l’anima e l’immagine esteriore che i nostri occhi vedono per primi ma che si riflettono sugli altri. Questo connubio è alla base di tutto perché ci permette di vivere il quotidiano con stima, serenità riflettendosi, a sua volta, con chi ci relazioniamo. L’uomo è sano quando è in armonia con sé stesso. La medicina estetica è un accessorio utile ma la soluzione dei problemi è sempre e solo dentro di noi».
Le è capitato di informare in modo talmente intenso da fare formazione?
«Sì. nella maggior parte dei pre-colloqui. Non si possono accettare richieste di canoni di bellezza standardizzata; bisogna accettare di invecchiare, ma bene, e avere un aspetto naturale. Parto sempre dal principio che i trattamenti di medicina estetica non dovrebbero notarsi, si tratta di un risultato fresco e naturale. Consideri che dedichiamo al primo incontro circa un’ora e mezzo di consulenza per conoscere a fondo il paziente e valutare la situazione, così da progettare una soluzione per il singolo caso, servendoci anche di prelievi di sangue per sondare lo stato di salute».
L’attività formativa di oggi si svolge ancora di più negli incontri frontali, che lei penso predilige, o sta cedendo il passo agli incontri virtuali con lezioni via internet?
«In effetti, gli incontri frontali sono quelli che prediligo ma comprenderà bene che i ritmi di oggi sono così frenetici che spesso ciò non è possibile e ci si serve di lezioni virtuali tramite skype, con applicazioni quali webinar e go to meeting».
Chi sono gli utenti della sua formazione?
«Chiunque è interessato alla materia. Comunque, fondamentalmente si tratta di colleghi».
Da medico specialista in geriatria o da specialista in estetica antiaging?
«L’aver fatto il geriatra per tanti anni mi ha portato a vedere gente di ogni età morire e ciò ha suscitato in me una serie di domande, tra cui come poter ritardare l’invecchiamento. Nella mia pratica clinica notavo che alcuni pazienti longevi e in buona salute avevano un aspetto estetico giovanile con una pelle sana e di bell’aspetto. Iniziavo così, in modo empirico, ad annotare il comune denominatore di questi pazienti. Comune denominatore che si ritrova nella nutrizione ipocalorica, ipoglucidica, normoproteica con grandi quantità di frutta, verdura e pesce azzurro, nel bere almeno due litri d’acqua al giorno e in una costante attività fisica e, infine, in un supplemento di alimentazione con integratori contenenti vitamina C, omega3, glutatione, acido lipoico. Un altro fattore importante era la condizione ormonale ottima. I miei esperimenti, sempre supportati dalla letteratura scientifica, mi hanno così portato a formulare il mio programma di mantenimento della giovinezza per invecchiare bene. Sempre comunque tenendo presente la prevenzione».
Cosa bisogna intendere per prevenzione?
«Condurre uno stile di vita sano basato su una alimentazione equilibrata e attività fisica costante e utilizzare, se è il caso, dopo un’accurata consulenza, i nutraceutici che ci permettono di mantenere il pieno benessere per avere effetti anche sulla pelle».

Maria Pia Risa Fonte “La Sicilia” del 29-12-2018