BRONTE: CRISI TESSILE, CASSA INTEGRAZIONE PER 71 OPERAIE DELLE 2 AZIENDE

Buone notizie per le 71 lavoratrici tessili che a causa del taglio delle commesse da parte della “Diesel”, non hanno potuto riprendere il lavoro. Ieri mattina, all’Ufficio provinciale del lavoro di Catania, i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, Gino Mavica, Rosario Gangi e Salvino Luca, ed i responsabili delle aziende tessili “Tagli e confezioni” e “Bronte Jeans”, hanno firmato il protocollo d’intesa propedeutico a riconoscere alle lavoratrici la cassa integrazione. “Adesso che il verbale di accordo con le organizzazioni sindacali è stato firmato – ci dice Gino Mavica – le aziende possono presentare le domande all’Inps. L’unico nodo che rimane è se sarà l’Inps ad anticipare le somme, come abbiamo richiesto e scritto nel verbale, oppure dovranno farlo le aziende. Per le lavoratrici, comunque, non ci dovrebbero essere problemi a percepire la cassa integrazione”. Da quando è scoppiata la crisi, infatti, grazie alla dinamicità imprenditoriale della Bronte jeans che ha recuperato commesse e lavoro, molte lavoratrici che erano state sospese sono rientrate. Il problema rimane per 45 lavoratrici della ditta “Tagli e confezioni” che non ha recuperato commesse ed un residuo di 26 operaie della Bronte Jeans. Fino al 2 giugno le lavoratrici hanno percepito parte dello stipendio previsto alla sospensione, ma adesso scaduti i 3 mesi, l’unico modo per far percepire loro un reddito era la cassa integrazione. Intanto le trattative sindacali per convincere la Diesel a “restituire” le commesse a Bronte continuano. I dirigenti nazionali dei sindacati hanno incontrato il vertice della Diesel che ha assicurato di non avere intenzione di delocalizzare il lavoro. Le parti però si rincontreranno il 3 luglio.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 12-06-2009