RANDAZZO: PUNTA COLTELLO ALLA MADRE; GLI STUDENTI DEL MEDI INTERPRETANO “LE COEFERE”

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Un ragazzo di 23 anni, ubriaco, ha aggredito la madre, puntandole al collo un grosso coltello da cucina, perché questa si era rifiutata di consegnarli soldi E’ accaduto sabato pomeriggio, in centro a Randazzo. Protagonista un giovane, già conosciuto dai carabinieri perché già accusato di tentata rapina e lesioni. All’improvviso i vicini di casa hanno sentito provenire dall’abitazione grida e urla così forti da decidere di chiamare il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che ci hanno messo poco a capire cosa fosse accaduto. Il giovane, infatti, era ancora in evidente stato di agitazione. Aveva bevuto alcool associandolo, forse, anche a qualche farmaco. La madre si è rifiutata di assecondare la sua ennesima richiesta di denaro, temendo che gli servisse per pagarsi ancora da bere. A questo punto si è scatenata l’ira del ragazzo che dalle parole è passato direttamente ai fatti, cominciando a picchiare la donna. Poi, di fronte, al suo ulteriore rifiuto, ha aperto un cassetto della cucina e afferrato un coltello per puntarlo alla gola della madre. Quando ha capito che stavano arrivando i carabinieri ha preferito fermarsi, evitando il folle gesto. I carabinieri lo hanno arrestato e accompagnato al carcere di piazza Lanza. Sarà processato per direttissima. Dovrà rispondere di tentata estorsione, minacce, lesioni e maltrattamenti in famiglia.

Fonte “La Sicilia” del 09-07-2012

RANDAZZO. Gli studenti del Medi interpretano «Le Coefore»
Atmosfera classica delle tragedia greche a Randazzo. Gli studenti del liceo classico Enrico Medi di Randazzo, guidato dalla dirigente scolastica Maria Francesca Miano, oggi alle 21 e 30, all’interno del chiostro del Palazzo municipale interpreteranno “Le Coefore” di Eschilo, ovvero il secondo atto dell’Orestiade. Durante la tragedia, diretta dal regista Alessandro Nicolosi con la collaborazione delle professoresse Anna Campagna, Lucia Pagano e Rita Pagano, verranno eseguite i pochi frammenti di musica originale greca pervenute ai nostri giorni.

Fonte “La Sicilia” del 08-07-2012