RANDAZZO: IL PROGETTO CAMPING RISCHIA DI ARENARSI «RITARDI NON VOLUTI»

A Randazzo un progetto per la realizzazione di un camping rischia non solo di non potersi realizzare, ma di diventare “pane” per gli avvocati. Una giovane di Randazzo, Giulia Caruso, nel 2013 presenta al Comune un’idea progettuale per realizzare un camping in un terreno di famiglia. Nel Piano regolatore vigente del Comune, inoltre, quella è proprio area camping. La difficolta però sta nel fatto che il Prg è vecchissimo e nel frattempo è sopraggiunta la “mappa” dei boschi che vieta qualsiasi forma di edificabilità fino a 200 metri da tutto ciò che è considerato bosco naturale. L’idea progettuale però viene presentata, con la Soprintendenza ai beni ambientali, che in linea di massima fornisce il proprio assenso, vincolandolo però ad alcune prescrizioni fra cui l’approvazione di una variante al regolamento edilizio comunale per consentire le costruzioni rurali nei boschi come nelle zone agricole. E la variante più volte è stata proposta, ma, per alterne vicende, mai approvata. La questione così diventa interessante per un quotidiano nazionale che in un articolo riprende le vicissitudini di coloro che hanno tentato di investire nel territorio vedendo le proprie case rurali distrutte da incendi dolosi. Dito puntato contro la burocrazia del Comune, ipotizzando pericolose connivenze. Intervista a Vincenzo Caruso, ovvero il padre di Giulia. E qui il sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi, decide di intervenire. Presente il presidente del Consiglio comunale, Alfio Ragaglia, afferma: «In questa vicenda gli uffici del Comune hanno svolto il proprio compito con trasparenza e correttezza. Se ritardi vi sono stati, è perché il precedente bilancio comunale non consentiva di stanziare i fondi per la pubblicazione della delibera del commissario ad acta. Adesso che la mia Amministrazione ha “sistemato” il bilancio, stiamo procedendo. Il giornale nazionale ha offeso gravemente la burocrazia di questo Ente, mi riservo di querelare». I Caruso, però, non demordono e si sentono delusi dall’atteggiamento del sindaco: «Si tratta di un progetto di una ragazza che vuole rimanere nel proprio paese. Mi sarei aspettato dalle Amministrazioni che si sono susseguite maggiore interessamento. Dal 2014 ad oggi la proposta di variante è stata presentata tre volte senza successo e nel frattempo i terreni non produttivi finiscono per essere saccheggiati». GAETANO GUIDOTTO Fonte “La Sicilia” del 07-12-2018