RANDAZZO: DEPURATORE, A BREVE UNA RELAZIONE TECNICA

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I 13 proprietari dei terreni agricoli di contrada Ciaramella, Taccione, e Pignatone di Randazzo che si sono rivolti al giudice per far cessare i miasmi maleodoranti provenienti dal depuratore di contrada Ciaramella, vincono un altro round. Dopo aver ottenuto nel 2010 giustizia prima dal giudice del Tribunale di Bronte, Cristiana Gaia Cosentino, che ha ordinato al Comune di compiere gli interventi strutturali necessari ad eliminare il problema, inibendolo ad utilizzare l’impianto finché i lavori non sarebbero stati realizzati, e poi vincendo pure il successivo ricorso presentato dal Comune, adesso hanno ottenuto dal giudice della terza sezione civile del tribunale di Catania, Dora Bonifacio, che un tecnico si recasse al depuratore per verificare cosa, a distanza di 5 anni, il Comune ha realmente realizzato. E il tecnico scelto è l’ing. Michele Torregrossa, ovvero il professionista nominato dal giudice nel 2010 per verificare i lavori che, a suo avviso, erano necessari per eliminare i cattivi odori. A questa decisione si è giunti poiché i 13 proprietari, attraverso il loro legale avv. Rosario Magro, hanno presentato un’istanza per richiedere al Tribunale di Catania l’attuazione del provvedimento cautelare in quanto le esalazioni maleodoranti continuano ad arrivare. “Nonostante il giudice di Bronte – ci spiega l’avvocato Magro – avesse anche inibito l’uso del depuratore fintanto che i lavori non saranno realizzati, i miei assistiti, mostrando spirito collaborativo, hanno atteso prima di richiedere l’attuazione coattiva del provvedimento. Ma stante il persistere delle esalazioni siamo stati costretti a richiedere l’attuazione coattiva del provvedimento cautelare”. L’ing. Torregrossa avrà quindi 30 giorni di tempo per stilare una relazione da consegnare al Giudice che nella prossima udienza, già fissata per il 20 novembre potrebbe anche decidere di chiudere il depuratore. “Io riconosco il diritto dei 13 proprietari – replica – il sindaco Michele Mangione – ma spero proprio di non dover mai chiudere il depuratore. E’ vero che spesso provoca cattivi odori, ma funziona al punto da rispettare alcune tabelle regionali. L’ing. Torregrossa si accorgerà che i lavori a breve tempo e meno costosi sono stati realizzati, per fare il resto sono necessari circa un milione di euro che non abbiamo. Speriamo nella Regione. Chiudere il depuratore – conclude – sarebbe provocare un grande danno ambientale”.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 10-10-2015