RANDAZZO: «IL DEPURATORE RISPETTA I PARAMETRI E NON INQUINA L’ALCANTARA»

«Il fiume Alcantara sarà anche inquinato come leggo sulla stampa, ma non accusiamo il depuratore del Comune di Randazzo che, da quando io sono sindaco, scarica liquami rispettando anche gli stringenti parametri nazionali». È quanto dichiara il sindaco Francesco Sgroi, cui abbiamo chiesto i dati sul funzionamento del depuratore di contrada Ciarambella, alla luce dell’indagine conoscitiva dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente che il comitato civico “Mare dell’Etna” ha tramutato in un esposto. Secondo l’indagine, infatti, ad inquinare il fiume sono principalmente i depuratori dei Comuni, ma il sindaco di Randazzo assolve il suo: «Il nostro depuratore – spiega – pur costruito nel rispetto della legge regionale, riesce a rispettare i più stringenti parametri nazionali. E non lo dico io, lo dicono i dati. E, attenzione, noi controlliamo i valori di uscita dei liquami anche due volte al mese». Sgroi, infatti, ci mostra tantissime certificazioni ufficiali dei chimici che attestano «come i livelli rispettino i limiti di accettabilità». «Questo – spiega Sgroi – perché la nuova ditta che lo gestisce ha modificato il metodo di depurazione e perché noi in questi 2 anni sul depuratore abbiamo investito, al punto da eliminare anche i miasmi maleodoranti. E continuiamo ad investire: il 3 dicembre abbiamo previsto altri 30 mila euro per adeguarlo ulteriormente».

Eppure a Randazzo gira voce che non tutto il paese sarebbe collegato alla condotta. «Si tratta di pochissime case scarsamente abitate, se non totalmente disabitate o inagibili – replica Sgroi – Si trovano in via Fiera e in via Roma, in pieno centro storico, e scaricano nel costone roccioso, non direttamente nel fiume. Neanche l’Arpa è riuscita a provare un vero inquinamento perché scaricano solo acqua bianche». Un problema nella rete fognaria però esiste. Ogni volta che piove intensamente all’incrocio fra le Statali 120 e 116 fuoriescono miasmi insopportabili. «Lì – conclude Sgroi – bisognerebbe chiedere a chi ha progettato la condotta decenni or sono. Per risolvere il problema non bastano gli investimenti che può permettersi il Comune e solo uno studio approfondito potrebbe indicarci la soluzione». GAETANO GUIDOTTO Fonte “La Sicilia” del 06-01-2021

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