RANDAZZO: “CONTRO I PIROMANI SIAMO QUASI DISARMATI”

La Guardia forestale moltiplica gli sforzi, effettua indagini accurate, ma il fenomeno degli incendi boschivi, frutto di sconsiderata azione dell’uomo, non si riesce a contrastare. Da qualche giorno il versante nord dell’Etna respira, ma le ferite degli incendi di Randazzo e Passopisciaro dei giorni scorsi sono ancora ben visibili, come forti sono i ricordi degli incendi scoppiati gli anni scorsi che hanno distrutto ettari ed ettari di macchia mediterranea. E’ ogni anno così. Da decenni con rassegnazione accettiamo che terreni privati dediti a pascolo brucino, minacciando, e qualche volta distruggendo, anche parte dei boschi demaniali. “Per acciuffare un piromane ci vorrebbe la bacchetta magica – ci dice il dott. Antonino Lo Dico, dirigente provinciale del Corpo Forestale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste – Bisognerebbe, infatti, sorprenderlo in flagranza di reato e vi rendete conto della difficoltà dell’impresa. Oltre a ciò i piromani hanno affinato le tecniche per provocare le fiamme senza essere visti. Pensate che qualche volta abbiamo trovato anche inneschi con detonatori a distanza. Comunque noi non ci fermiamo, e alla fine dei roghi effettuiamo indagini accurate per risalire a possibili moventi ed interessi. I risultati però fino ad ora non ci hanno permesso di avere certezze. Lo scorso anno, per esempio, a seguito di un brutto incendio nelle parte nebroidea di Randazzo, abbiamo indagato a tutto spiano per tanto tempo, ma alla fine non abbiamo trovato prove a sufficienza”. In discussione anche l’efficacia degli interventi per spegnere incendi. Ci sono vedette, equipaggiate squadre di terra e mezzi aerei che, in teoria, potrebbero raggiungere e spegnere i focolai appena scoppiati. Nonostante ciò i risultati spesso sono stati devastanti. “In effetti – risponde Lo Dico – quando si verificano dei ritardi, che non vuol dire che sia esclusivamente causa dell’uomo, poi diventa difficile intervenire. Incidono le asperità dei territori e le condizioni meteo. Quando soffia il vento caldo è veramente difficile. Sappiate inoltre che tutti gli interventi aerei devono essere autorizzati da Roma. I canadair arrivano da Latina e hanno bisogna di tempo, e anche i nostri elicotteri, per intenderci proprio quelli che sono in sosta all’interno del demanio Sciarone di Randazzo, prima di intervenire per spegnere un incendio scoppiato a 100 metri di distanza, devono essere autorizzati dal Coau (Centro operativo aereo unificato) di Roma. Noi – conclude – ci mettiamo l’anima, ma la piaga degli incendi boschivi è difficile da estirpare”.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 14-08-2012