CATANIA: I “FURBETTI”DEI DURC FALSI COSI’ LE IMPRESE AMICHE ERANO IN REGOLA

COINVOLTE DIVERSE AZIENDE TRA CUI UNA DI BRONTE

A volte ritornano. Salvatore Ferlito, acese, 60 anni il prossimo 5 luglio, già presidente regionale di Ance (associazione nazionale costruttori edili), compare tra i 18 nomi ai quali la Procura della Repubblica di Catania ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta sui Durc falsi (partita da una denuncia dei nuovi vertici della Cassa Edile e puntualmente ripresa dal nostro giornale, come si vede nel ritaglio in alto a destra del 24 giugno 2019) che sarebbero stati concessi – tramite accessi abusivi al sistema informatico denominato Bni (Banca nazionale imprese) – a società “amiche” dall’ex vicedirettore della Cassa Edile di Catania, Filippo Di Guilmi, 68 anni, anche lui nell’elenco dei 18 indagati. Quando si cominciò a indagare per mafia Antonello Montante, Ferlito fu tra i primi a manifestare «stupore» e soprattutto «solidarietà» all’allora leader di Confindustria Sicilia. Ma il geometra Salvatore Ferlito era in ottima compagnia. Da presidente regionale di Ance lanciò un monito all’opinione pubblica: «Nessuno pensi di bloccare la squadra aggredendo l’attaccante». Sappiamo com’è finita a Montante. Ma di processi se ne intende anche Ferlito. L’imprenditore etneo è stato condannato a tre anni in primo grado, nel 2015, per avere truffato un’azienda confiscata alla mafia nell’appalto di 4 milioni per la strada provinciale 102/II. Il pm Antonino Fanara ricostruì un accordo di Ferlito e della moglie (Sebastiana Coniglio, condannata a due anni), titolari della Comer, con la Incoter, ditta confiscata alla famiglia Basilotta. Il gip Alba Sammartino, con rito abbreviato, dichiarò Ferlito «incapace a contrarre con la pubblica amministrazione» escludendo l’aggravante mafiosa.

Poi Ferlito, non più al vertice di Ance Sicilia ma alla guida del comitato di imprese creditrici della Cmc per i lavori nelle strade del Nisseno, nel doppio ruolo di imprenditore e presidente della Cassa Edile, finì in un’altra vicenda giudiziaria: l’inchiesta su una presunta turbativa dell’appalto (20 milioni) del collettore fognario di Aci Castello. I pm di Catania acquisirono numerosi atti, sequestrati alla Cassa Edile, ente di cui Ferlito è stato presidente, proprio mentre era «presidente del Cda della Sicula Costruzioni». E il 28 luglio 2014 il presidente della Cassa Edile Ferlito avrebbe rilasciato un Durc “falso” alla Sicula presieduta da se stesso. Attestando «la regolarità contributiva – scrissero i pm – condizione essenziale che consentiva alla Sicula la partecipazione alla gara pubblica». E lo scorso 18 giugno il gip di Catania Santino Mirabella dispose il rinvio a giudizio, a vario titolo per i reati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, per Ferlito, per la moglie (amministratore unico della Comer), per Gregorio D’Agata (amministratore di Sicula), ma anche per Antonio Pinzone (altro imprenditore del Rti) e per Salvatore Puccio, dirigente regionale e Rup del procedimento. Proprio il rilascio dei Durc falsi (i documenti unici di regolarità contributiva) è alla base dell’inchiesta della Procura etnea diretta da Carmelo Zuccaro. Solo che stavolta Ferlito avrebbe ricevuto il favore, nella qualità di rappresentante legale della Sicula Costruzioni Srl con sede a S. Venerina (Catania) da Di Guilmi. E come lui avrebbero ricevuto favori dall’ex vicedirettore della Cassa Edile di Catania altri 17 imprenditori, tutti rappresentanti legali di società.

Si tratta di Gianluca Buscica, Ferrobeton Catania srl; Venerando Conti, Risparmio Energetico srl (Aci Catena); Orazio Di Maria, Di Maria Costruzioni srl (S. Venerina); Giovanni Finocchiaro, Ge.Co.Im. srl (Misterbianco); Giuseppe Lo Sciuto, Lotos srl (Aci Castello); Francesco Lupo, omonima ditta individuale con sede a Bronte; Francesco Messina, ditta individuale Messina Costruzioni (Catania); Chiara Puglisi, D&G Costruzioni srl (Ragalna); Aldo Simone Pillera, Simmar Costruzioni srl (Misterbianco); Maria Raspante, Pisciotta Costruzioni srl (Camporeale); Alessandro Rapisarda, R3 Costruzioni srl (Acireale); Gabriele Rizzotti, Rizzotti Costruzioni srl (Catania); Goffredo Rubino, Rubino Impianti srl unipersonale (Mascalucia); Domenico Spampinato, Spampinato Group srl (Paternò); Anna Spampinato, R&G Appalti srl (Paternò); Salvatore Fausto Tomasello, Lotos srl (Aci Castello). Vittorio Romano Fonte “La Sicilia” del 29-02-2020