BRONTE:SEQUESTRATO PESCE, RANDAZZO: ARRESTATO SORVEGLIATO, MANIACE, LITE TRA FRATELLI: UN ARRESTO

Bronte, GdF sequestra 50 chili di baccalà privo di certificazioni La Guardia di Finanza di Bronte, nell’ambito di servizi predisposti dal superiore Comando provinciale della GdF, volti alla salvaguardia della salute pubblica e la repressione dell’abusivismo commerciale, ha sottoposto a sequestro oltre kg. 50 di baccalà sotto sale posto in vendita a Bronte senza le prescritte autorizzazioni amministrative e senza certificazione di provenienza. L’«abusivismo commerciale» è una violazione alla disciplina sul commercio che si configura nei casi di vendita di merci al dettaglio e di somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, senza essere in possesso dell’apposita autorizzazione amministrativa rilasciata dal sindaco, ovvero esercitando l’attività fuori dal territorio previsto dall’autorizzazione posseduta. Chi esercita il commercio senza prescritta autorizzazione, oltre alla confisca della merce, è punito con la sanzione amministrativa da 2.582 a 15.493 euro. Randazzo, Arrestato osservato speciale. Passeggiava tranquillamente a Randazzo quando invece non poteva allontanarsi da Catania, dove è domiciliato, essendo sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. La sua presenza non è sfuggita, però, ai carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Randazzo, che lo hanno fermato e poi, dopo averlo identificato, lo hanno arrestato con l’accusa di inosservanza degli obblighi di sorveglianza speciale. Si tratta di Gaetano Stuppia, nato 56 anni fa a Mazzarino. L’uomo non ha spiegato ai militari dell’Arma come mai si trovasse a Randazzo, per questo i carabinieri continuano a indagare per verificare se fosse intenzionato a commettere qualche reato.

FONTE “LA SICILIA” del 14-11-2007

MANIACE LITE TRA FRATELLI . INTERVENGONO I CC: UN ARRESTO, 2 DENUNCE

Quel fazzoletto di terra contesa già circa dieci anni fa aveva provocato litigi in una famiglia; famiglia che oggi è tornata a litigare facendo intervenire i carabinieri del centro etneo che, alla fine, hanno arrestato G.M.G. di 40 anni per resistenza a pubblico ufficiale. Ci troviamo a Maniace, dove l’economia è ancora prevalentemente legata all’agricoltura ed alla zootecnia. Questi i fatti: ieri mattina una signora si è recata dai carabinieri per denunciare che il fratello aveva minacciato il contadino che lei stessa aveva incaricato di seminare un terreno (ancora di propietà del padre e quindi ancora indiviso ai figli). Secondo quanto ha dichiarato la donna ai militari, sembrerebbe che il fratello non volesse che il terreno venisse seminato e per questo ha tentato di spaventare il povero contadino affinchè non effettuasse il lavoro. Raccolta la denuncia, i carabinieri hanno invitato la donna a rassicurare il contadino e si sono recati sul posto, dove si sono accorti che il fratello della donna insieme con suo figlio G.M.G. effettivamente minacciavano il povero contadino, ordinandogli di andarsene via da lì. Ascoltati i discorsi, i militari dell’Arma si sono avvicinati ed hanno invitato i due a seguirli in caserma, ma, mentre il padre ha sommessamente assecondato le richieste, il figlio si è rifiutato, cominciando a spintonare i carabinieri. Così in caserma ci è finito…d’imperio, arrestato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Ma non è finita: padre e figlio sono stati denunciati per aver minacciato il contadino e dovranno rispondere di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alla persona. Il figlio G.M.G. è stato accompagnato presso il carcere catanese di piazza Lanza, il padre è tornato a casa, ed il contadino…ha potuto seminare il terreno in piena libertà.

FONTE “LA SICILIA” del 15-11-2007

Bronte, sequestrati cinquanta chili di baccalà «Non era certificato e si sconosceva l’origine» Sequestrati 50 chili di baccalà ad un ambulante privo di licenza e senza la certificazione di provenienza della merce. Adesso il commerciante, senza la prescritta autorizzazione, oltre alla confisca della merce, sarà sanzionato con multe sino a 15 mila e 500 euro. Ad effettuare l’operazione sono stati i militari della Guardia di finanza del comando Tenenza, nell’ambito di servizi predisposti dal comando Provinciale. Un piano di salvaguardia della salute pubblica e la repressione dell’abusivismo commerciale, come dalle direttive impartite dal ministro dell’Economia e delle Finanze per la recrudescenza che si è registrata in questo settore, che realizza un sistema di concorrenza sleale e svantaggia gli operatori che esercitano l’attività nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge. Ieri, dunque, sono stati sequestrati oltre 50 chili di pesce sotto sale tipo “baccalà” posto in vendita da un ambulante privo delle autorizzazioni amministrative previste, nonché privo di certificazione di provenienza del prodotto, necessarie anch’esse per legge. È vietato infatti vendere alimenti e bevande in aree pubbliche, senza essere in possesso dell’apposita autorizzazione amministrativa rilasciata dal sindaco, ovvero esercitando l’attività fuori dal territorio previsto dall’autorizzazione posseduta. Le Fiamme gialle, dopo aver fatto controllare il prodotto ai veterinari dell’Asl brontese hanno devoluto in beneficenza il prodotto sequestrato alla Casa di Riposo per anziani a seguito di apposita ordinanza del Comune di Bronte. [Gaia Montagna]

GIORNALE DI SICILIA DEL 16-11-2007