BRONTE: VENDITA LOTTI ARTIGIANALI ALLA COMMISSIONE BILANCIO NON PIACE IL CONTRATTO

La vendita dei lotti della zona artigianale accende il dibattito fra la Commissione Bilancio e tributi e il sindaco Calanna. Sotto osservazione il contratto che il Comune stipula con l’artigiano che acquista il lotto di terreno dove costruire il capannone. Contratto che, a dire della commissione, sarebbe svantaggioso per il Comune stesso e lo esporrebbe al rischio di contenziosi. «In caso – si evince dal verbale della commissione – di inadempienza della ditta assegnataria nel pagamento del prezzo, in caso di eventuali manufatti già costruiti, questi saranno acquisiti al patrimonio del Comune, che rimborserà alla ditta solo il costo dei materiali impiegati». E su questo aspetto i consiglieri affermano: «Il rimborso delle spese materiali è molto svantaggioso per l’ente e lo espone a forti rischi e conteziosi. Non riteniamo opportuno che il Comune debba rimborsare ad assegnatari inadempienti il costo dei materiali, non si dovrebbe riconoscere alcun indennizzo. Chiediamo che questo verbale venga inviato al segretario comunale, in qualità di responsabile dell’anticorruzione, affinché venga esaminata questa procedura di vendita per salvaguardare l’Ente e le sue finanze». In pratica il Comune sta vendendo agli artigiani lotti di 1700 metri quadrati circa a 45 euro per metro. Per acquistarlo un artigiano deve pagare subito un terzo della somma complessiva e il resto entro la fine dell’anno, oltre il quale scattano gli interessi. Ma se non paga, il Comune si riprende tutto. Qui, però, il sindaco spiega un aspetto che è ben chiaro nel preliminare di vendita, ma non si evince dalla determina cui fanno riferimento i consiglieri della commissione: «All’artigiano inadempiente – spiega Graziano Calanna – verrà restituito solo il 20% delle spese sostenute e documentate per l’acquisto dei materiali impiegati per la costruzione del capannoni, non certo la cifra per intero. Fatti i conti, le preoccupazioni dei consiglieri sono vane. Il Comune, per prima cosa, incamera il terzo del costo del lotto e se le cose vanno male, con il pagamento del 20% delle spese per i materiali, si appropria di un capannone che, poi, può rimettere in vendita. Chi sarebbe questo artigiano che paga un terzo del costo del lotto per poi perdere tutto in cambio di una cifra esigua rispetto a quella sostenuta? Anzi, questo contratto, non chiedendo quelle fidejussioni, mette tutti gli artigiani in condizione di partecipare, garantendo e non compromettendo le casse del Comune».

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