BRONTE: QUELL’AUTO ANDAVA… A COCAINA

I carabinieri della Compagnia di Randazzo con una brillante operazione hanno inferto un durissimo colpo al traffico di cocaina che si consuma a Bronte e alle cosche che ne regolano lo spaccio. I militari dell’Arma, infatti, sono riusciti a intercettare ben 500 grammi di purissima polvere bianca che due corrieri stavano tentando di portare in paese. Un carico particolarmente prezioso dal valore di circa 70.000 euro e che le cosche hanno affidato ai due giovani corrieri, ambedue arrestati. Si tratta di Giuseppe Uccellatore di 23 già pregiudicato e Fabio Vicario di 20 anni. Entrambi residenti a Bronte, i due percorrevano la statale 120 a bordo di una Bmw serie 5 sw di proprietà di un autonoleggio, quando sono stati fermati da un posto di blocco dei carabinieri. Si trattava di un normale controllo, ma i carabinieri si sono accorti subito che i due erano particolarmente nervosi. La città di Bronte, inoltre, da tempo è considerata dagli inquirenti una centrale di spaccio di cocaina, e così i militari hanno deciso di far ispezionare la vettura da un cane antidroga, che ha subito fiutato qualcosa nei pressi di uno dei due serbatoi di benzina dell’auto, cominciando a mordere il sedile posteriore. E’ stato così ispezionato il serbatoio, dove i carabinieri hanno trovato immerso nella benzina un vasetto di vetro di maionese che conteneva quattro panetti di cocaina purissima. Il vasetto era stato accuratamente sigillato e chiuso quasi ermeticamente con diverse fascette, due fogli di resistente plastica rossa, 8 strati di cellofan e della colla sigillante. Interrogati i due corrieri hanno preferito rifugiarsi nel totale silenzio, ma è chiaro che quella droga fosse destinata al mercato brontese, dove in passato i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato spacciatori provenienti pure dal messinese. Arrestati i due, i carabinieri hanno dato inizio ad un’imponente operazione di controllo del territorio brontese, trovando in campagna, all’interno di grossi tubi posti all’aperto, tre fucili, di cui uno a canne mozze, alcuni passamontagna, delle targhe di auto rubate e tante cartucce caricate a lupara. Uno dei fucili era pure carico e quindi pronto a sparare. Le indagini ovviamente continuano. Le armi saranno inviate al Ris per verificare se hanno sparato di recente e se mostrano importanti impronte digitali. Bronte, ricordiamo, infatti, oltre ad essere stato teatro di spaccio di cocaina, nei mesi scorsi è stato teatro anche sparatorie e tentati omicidi. I militari dell’Arma però, al momento, mantengono il riserbo sul proseguo delle indagini e sul possibile collegamento fra il ritrovamento della droga e delle armi. L’operazione, infatti, è ancora in corso e non sono escluse nei prossimi giorni altre sorprese.

Fonte La Sicilia 26-08-2007 T.S.