BRONTE: INVALIDI CIVILI, PRATICHE FERME DA OLTRE UN ANNO

Pratiche quasi ferme da un anno, ma la causa non dipende dall’epidemia di coronavirus, ma dalla burocrazia spesso lenta e inconcludente. Questo per la mancanza di alcuni componenti della Commissione invalidi civili del distretto di Bronte, che impedisce il normale svolgimento dei compiti attribuiti. E questo significa che molte richieste relative a pensioni e revisione per invalidità, domande di accompagnamento, legge 104, legge 68 e per le iscrizioni dei lavoratori alle categorie protette, tutto è fermo da oltre un anno. La segnalazione ci arriva dal Comune di Maletto, che ha inviato una missiva alla direzione dell’Asp affinché provveda a sanare la situazione e a sbloccare le centinaia di pratiche inevase. Un danno enorme, per delle persone che soffrono già di problemi seri. Basti pensare a chi ha la pensione di invalidità come unica fonte di sostegno, o ai tanti cittadini che richiedono la legge 104 per assistere un disabile o un invalido. Da oltre un anno manca il presidente della commissione e l’assistente sociale incaricato e questo ha quasi fermato l’attività. Qualche volta la commissione si è riunita d’urgenza, per delle pratiche non rinviabili, grazie alla presenza di presidenti provenienti da altri distretti.

La Commissione di Bronte, oltre al comune del pistacchio, segue anche le pratiche di Randazzo, Maletto e Maniace, cioè un bacino di utenza di quasi 40mila abitanti che si occupa annualmente di centinaia di pratiche. Compito della commissione è quello di esaminare le pratiche presentate tramite i patronati, e poi chiamare a visita medica l’interessato. A seguito della visita, se positiva, viene rilasciata o confermata una percentuale di invalidità che serve ad accedere alle varie agevolazioni di legge. L’Asp, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni, ma oltre a confermare l’esistenza del problema, aggravato anche dall’epidemia in corso, ha chiaramente manifestato l’intenzione di provvedere al più presto a trovare una soluzione adeguata. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 23-02-2021

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