VOLLEY: ARCI RANDAZZO, DUE PROMOZIONI DA FAVOLA

0

Il bis è servito. Successi che arrivano dalla provincia catanese, da Randazzo, diventata ormai isola felice della pallavolo. L’Arci chiude la stagione con due promozioni conquistate con la squadra maschile, promossa in D, e con la femminile, che è approdata in Prima Divisione. Ad allenare le due squadre l’esperta Concetta Mangano, coadiuvata da Vera Proietto. Antonio Salanitri, presidente dell’Arci Randazzo, rivela i segreti della stagione: «E’ stato un mix di sacrifici e di lavoro costante in palestra. Solo così si ottengono i risultati. A Randazzo non è stato facile fare ripartire la pallavolo ma ci siamo riusciti con la passione che ci caratterizza da sempre. Oggi siamo orgogliosi di aver tagliato questi traguardo». Un successo che arriva dalla provincia in una piazza dove la pallavolo non è mai stata lo sport di punta. La tradizione calcistica di Randazzo è rinomata. Quest’anno la squadra ha sfiorato il salto in Promozione. «E’ stato difficile portare a casa questo risultato perché la squadra maschile era composta da dieci elementi. Per tutta la stagione non c’è stato un solo infortunio». Non sarà facile organizzare il debutto assoluto sul palcoscenico regionale: «Ci siamo messi subito al lavoro». La rosa maschile: Salvo Mollica, Alfio Romano, Luigi Paladino, Eliseo Saitta, Salvatore Romano, Simone Capace, Domenico Lazzaro, Bonsignore Salvatore, Giuseppe Ponzo, Cristian Ferringa. La squadra femminile lavora nel segno della programmazione con un gruppo giovanile che ha saputo conquistare la promozione in Prima Divisione mixato con atlete di grande esperienza. La rosa: Concetta Mangano, Vera Proietto, Marilena Salanitri, Vanessa Marullo, Renata Scuderi, Beatrice Lo Presti, Francesca Del Popolo, Cristina Stagnitta, Alessia Pennisi, Manuela Rizza, Michela Romano. Una dedica comune al giovane Fabio, nipote di 8 anni del presidente, che lotta per la vita da due settimane: «Abbiamo vinto per lui, tutti i ragazzi e le ragazze hanno avuto un pensiero speciale per Fabio».
N. C. fonte “La Sicilia” del 11-06-2012