VIADANA (MN) : CAMIONISTA MUORE SCHIACCIATO DAL RIMORCHIO, ERA ORIGINARIO DI MANIACE

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«Sei vuoto, puoi andare». Un invito a far presto con cui si è condannato ad una morte orrenda. Aveva fretta, il camionista viadanese Giuseppe Riolo. Voleva solo sbrigarsi a scaricare le patate che aveva nel cassone e ripartire, raccontano l’autotrasportatore che lo precedeva e gli altri testimoni della tragedia di ieri pomeriggio, attorno alle 16, nella Bassa Bolognese. Per questo non ha aspettato il suo turno al volante, fermo nel piazzale, ma è presto sceso e si è avvicinato al magazzino industriale in cui l’altro autotrasportatore stava consegnando la sua merce. Senza che nessuno lo vedesse e lo potesse fermare, hanno raccontato in serata gli addetti della struttura agli uomini dell’Asl che chiedevano conto del rispetto delle norme di sicurezza. Riolo non avrebbe dovuto trovarsi dietro al camion in manovra. Tanto meno sporgersi con la testa sotto il cassone inclinato, per controllare l’uscita delle patate e dare un colpo di voce appena possibile. «Sei vuoto, puoi andare». Il camionista è partito, ma il fermo che teneva aperta la sponda basculante si è sganciato e il viadanese è rimasto stritolato tra quintali di acciaio che lo hanno straziato. Non ha avuto scampo. Nel capannone della ditta Andromeda, zona artigianale di Molinella, dato in affitto al colosso delle chips Pizzoli, le corse dell’automedica e dell’ambulanza sono state inutili. Il medico si è dovuto limitare a constatare il decesso. Sono intervenuti anche i vigili urbani, i carabinieri della compagnia di Bologna, che hanno sequestrato il piazzale, e gli ispettori della Medicina del Lavoro, il cui primo rapporto lega l’incidente al mancato rispetto delle procedure di sicurezza. È probabile che il sostituto procuratore Augusto Borghini disponga l’autopsia. Giuseppe Riolo, 49 anni, era originario della provincia di Catania, ma ormai da molto tempo viveva a Viadana con la moglie. Lavorava per la ditta di autotrasporti Giglio, di Crotone. Era un camionista esperto, dicono i colleghi, che non riescono proprio a farsi una ragione dell’incredibile leggerezza di cui è rimasto vittima

Fonte Gazzetta di Mantova