RANDAZZO PIANGE LA PRIMA VITTIMA E’ UN 73ENNE

Randazzo piange la sua prima vittima per Covid. Si tratta di un uomo di 73 anni che si trovava ricoverato in ospedale. Lo ha annunciato ieri in tarda serata il sindaco Francesco Sgroi, in un mestissimo videomessaggio, che chiaramente ha sconvolto l’intero paese e che fa passare in secondo piano le altre notizie, anche quella di un uomo di 32 anni che ieri pomeriggio, nonostante fosse positivo e gli fosse stato ordinato di rimanere a casa, gironzolava per strada con un monopattino. Durante i ripetuti controlli, infatti, ieri pomeriggio i carabinieri, che perlustrano costantemente le vie del centro abitato, hanno notato un uomo gironzolare tranquillamente in via Sangrigoli su un monopattino elettrico. Fin qui quasi nulla di eccezionale, perché si può uscire da casa per recarsi al proprio posto di lavoro o fare la spesa. Soltanto che l’uomo non si è diretto al supermercato, ma all’interno di una proprietà di campagna, neanche di sua proprietà, dove ha iniziato a lanciare veri e propri segnali di fumo, bruciando delle sterpaglie. A questo punto più che normale che i carabinieri hanno fatto scattare controlli più approfonditi, per capire se realmente quei lavori erano indifferibili o meno. Ma a sorprendere i carabinieri non è stata l’importanza del lavoro compiuto. Appena i carabinieri hanno incrociato i dati delle sue generalità, infatti, hanno subito capito che l’uomo di 32 anni che stavano controllando risultava positivo al Covid. Insomma, anche se evidentemente asintomatico, non doveva stare lì, doveva rimanere obbligatoriamente in quarantena obbligatoria chiuso in casa.

E quando i carabinieri gli hanno chiesto il motivo per cui avesse violato la quarantena, lui ha candidamente risposto: «Beh, tanto sono da solo e all’aria aperta». Ovviamente è scattata la denuncia. Guarito dal Covid, dovrà difendersi dall’accusa di “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, delitti colposi contro la salute pubblica». Detto ciò, ieri Randazzo ha vissuto la terza giornata di zona rossa, assistendo a un aumento sostanziale delle forze dell’ordine. A formare posti di blocco agli ingressi del paese anche i militari dell’Esercito impegnati nelle operazioni “strade sicure”. Intanto da ieri gli automobilisti che intendono solo attraversare l’abitato per raggiungere altri paesi, hanno a disposizione un percorso alternativo. Chi proviene da Maletto e Bronte percorrendo la Ss 284 deve obbligatoriamente proseguire sulla strada provinciale “Quota 1000”. Questa strada, infatti, raggiunge agevolmente Linguaglossa e può essere percorsa anche dai tir. Gli automobilisti, ma solo loro perché le strade sono più strette, che vorrebbero raggiungere invece Passopisciaro possono, dalla “Quota 1000”, imboccare la via Guardiola o le altre traverse verso la Ss 120 purché oltre il territorio di Randazzo.

Le strade secondarie all’interno della zona rossa, infatti, sono state interrotte da robusti new jersey. Anche chi proviene da Maniace dalla Ss 120 dovrà raggiungere la strada “Quota 1000” e continuare. Stesso discorso, ma ovviamente in senso di marcia contrario, per chi proviene da Linguaglossa. Chi proviene da Moio Alcantara, invece, non potrà percorrere la Sp 89, ma raggiungere Passopisciaro e continuare sulla Ss 120. Gli unici che non hanno un percorso alternativo sono coloro che provengono da S. Domenica Vittoria attraverso la Ss 116. Costoro saranno costretti ad attraversare l’abitato. Guai a fermarsi, però, rischiano severe sanzioni. Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 22-10-2020