RANDAZZO, LO ZIO: “UN BIMBO NON PUO’ PENSARE DI TOGLIERSI LA VITA SARA’ STATO UN GIOCO”

Rimangono gravissime le condizioni del bambino di 9 anni di Randazzo ricoverata nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Garibaldi nuovo di Catania. I medici stanno facendo il possibile per risvegliarlo dal coma in cui si trova dopo essere rimasto vittima forse di un tragico gioco nel corso del quale è rimasto strangolato. “Quella sera – spiega uno zio del bambino – mio nipote aveva avuto un battibecco con la sorella minore e il padre gli ha imposto di chiedere scusa. Lui ha obbedito e le ha dato un bacio. Poi è andato in camera sua. Subito dopo i genitori hanno sentito un rumore provenire dalla sua cameretta e quando sono entrati hanno trovato il figlio in ginocchio, svenuto, con la sciarpa al collo”. Un racconto che sa di tragedia sulla quale stanno indagando i carabinieri che, fra le ipotesi investigative, non trascurano la possibilità che il bambino abbia tentato il suicidio: “Un bambino di 9 anni non può assolutamente pensare di uccidersi – ha replicato lo zio -. Non voglio che passi questo messaggio. L’avrà fatto forse per attirare l’attenzione o per gioco dato che la mattina era stato al circo”. Intanto la famiglia in questo momento vive momenti di grande angoscia. Il padre del bambino è un bracciante agricolo di 36 anni, la madre una casalinga anche lei di 36 anni. Gente perbene, dedita alla famiglia, composta da altri 3 figli di 16, 11 e 3 anni, sempre circondati dall’affetto dei genitori. Intanto a Randazzo continuano le polemiche sull’efficienza dei servizi di emergenza – urgenza. L’ufficio stampa dell’Asp ha ribadito che l’anestesista è arrivato “tempestivamente”, comunicando che il commissario dell’Asp Catania, Gaetano Sirna, ha espresso solidarietà ai familiari. Per l’Asp non vi sarebbero state, però, lacune nei soccorsi: “L’intervento al pronto soccorso dell’ospedale di Bronte è stato rapido – afferma Sirna – ; sono state rispettate tutte le procedure previste. Il bimbo è stato rianimato tempestivamente. Il suo cuore ha ripreso a battere in ospedale”. La centrale operativa del 118 ha fatto sapere che l’elicottero non vola di notte e quindi non era possibile intervenire. Anche i familiari del bambino ci hanno confermato l’efficienza dei medici, ma ci hanno anche detto che quando hanno chiamato il 118, l’ambulanza di Randazzo stava effettuando un altro intervento e quindi il suo arrivo non è stato immediato. “Non contesto l’impegno e l’efficienza dei medici di Randazzo e di Bronte che ringrazio – sottolinea il sindaco Ernesto Del Campo -, nè tanto meno credo sia colpa dell’anestesista. Sarà arrivato in ritardo non per colpa sua, ma perché in reperibilità e non in guardia attiva. Bisogna rivedere – conclude – il servizio di emergenza nel territorio come preannunciato in Consiglio comunale e chiederò un incontro con l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo”. Intanto lo stesso assessore regionale ha disposto una indagine ispettiva per verificare, anche con il supporto delle registrazioni telefoniche, la conformità ai protocolli operativi, la tempestività e la corretta esecuzioni delle procedure adottate.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 31-05-2012