PIACENZA: SEQUESTRATA CASERMA E ARRESTATI 6 CARABINIERI, ALTRI COINVOLTI

Una caserma dei Carabinieri sequestrata e almeno sei militari arrestati, alcuni dei quali già in carcere altri agli arresti domiciliari. E’ un’inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare per i militari di una caserma della Compagnia di Piacenza. I reati contestati andrebbero dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura.  Si tratta dei Carabinieri in servizio nella caserma Levante di via Caccialupo nel centro di Piacenza. Fatti ricostruiti dalla Guardia di Finanza di Piacenza e riconducibili agli ultimi tre anni. 10 carabinieri sottoposti a misure cautelari dalla Procura di Piacenza che contesta, a vario titolo, diversi reati tra cui spaccio di droga, estorsione e tortura. Sei militari dell’Arma, in particolare, sono stati arrestati. Nei loro confronti sono state eseguite, infatti, cinque ordinanze cautelari in carcere ed una ai domiciliari. Altri tre militari sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un altro all’obbligo di dimora nella provincia di Piacenza. Complessivamente “ci sono state 12 misure di custodia cautelare in carcere – ha detto il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella durante una conferenza stampa – tra cui 5 militari dell’arma dei Carabinieri, 6 soggetti italiani e un magrebino”. Poi sono state eseguite “5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, tra cui un militare appartenente all’Arma dei carabinieri” e quattro misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tra cui 3 a carico di militari appartenenti all’Arma dei carabinieri”. Infine, “una misura di obbligo di dimora nella provincia di Piacenza – ha detto il pm – che ha colpito sempre un militare appartenente all’Arma”. La caserma sequestrata, al centro dell’inchiesta, è quella della stazione di Piacenza Levante. “In questa caserma solo un militare – ha detto il procuratore capo di Piacenza – non appare, allo stato, coinvolto. Tutti gli altri sono stati colpiti da provvedimenti cautelari”. Procura, reati impressionanti  “Siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell’Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi  e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti”. Lo ha detto il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella, durante la conferenza stampa per l’operazione della Guardia di Finanza. che ha portato questa mattina all’arresto di sei carabinieri della stazione di Piacenza Levante con le accuse di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale,tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica. Ad uno spacciatore anche una falsa attestazione con timbro caserma per girare durante il lockdown “Abbiamo poi il rilascio di false  attestazioni da parte del pubblico ufficiale finalizzata al trasporto  dello stupefacente in periodo covid. “Abbiamo deciso di porre sotto  sequestro l’intero stabile della caserma di Levante perché  evidentemente ci saranno esigenze investigative che saranno  sviluppate. Alla perquisizione della caserma ho stabilito che  partecipassero anche tre appartenenti al Ros di Bologna per dare un  segnale che un’Arma sana c’è ed è la maggior parte degli appartenenti  ai carabinieri”. Lo ha detto la pm Grazia Pradella. Intercettazione, “schiaffoni” come in Gomorra  “Il malavitoso dice in  un’intercettazione hai presente le scene di gomorra, guarda che è  stato uguale, tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato”. Lo ha  detto la pm Grazia Pradella nel corso della conferenza stampa in  procura sull’indagine che ha coinvolto la caserma dei carabinieri  Levante di via Caccialupo a Piacenza, citando un’intercettazione. Comando generale carabinieri: Gravissimo, discredito su impegno quotidiano “Totale sostegno all’autorità giudiziaria” viene manifestato dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri in relazione all’inchiesta che ha interessato militari in servizio a Piacenza, con sei arresti per estorsione spaccio e tortura. Il Comando generale, in una nota, specifica che “è stata immediatamente disposta la sospensione dall’impiego nei confronti dei destinatari del provvedimento giudiziario, nonché la contestuale valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”. L’Arma conferma inoltre che “i gravissimi episodi oggetto di indagine siano ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”. Guerini: fatti inauditi e inqualificabili “Si tratta di accuse gravissime rispetto a degli episodi inauditi e inqualificabili. Da subito sia l’Arma dei Carabinieri che il Ministero della Difesa hanno dato la massima disponibilità a collaborare con la magistratura affinché si faccia completa luce sulla vicenda. Il Comandante Generale Nistri mi ha confermato di aver immediatamente assunto tutti i provvedimenti possibili e consentiti dalla normativa vigente nei confronti del personale coinvolto. Sono fatti inaccettabili, che rischiano di infangare l’immagine dell’Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza”. Lo afferma in una nota il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in relazione all’inchiesta che ha coinvolto i carabinieri in servizio a Piacenza.  –