OSPEDALE BRONTE: LA “COPERTA” E’ CORTA CHIUDE L’AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA

Nel periodo estivo, in cui in molti reclamano le giuste ferie, i problemi dell’ospedale di Bronte, alcuni dei quali ormai annosi, in ferie non ci vanno. Anzi, proprio in questo periodo i problemi aumentano e aspettano soluzioni che la dirigenza dell’Asp 3 e i vari Dipartimenti devono trovare al più presto. Con l’ultimo piano sanitario c’è stato una sorta di accorpamento tra gli ospedali di Bronte, Biancavilla e Paternò. Soluzione che doveva servire a migliorare i servizi, a non avere inutili doppioni. Cosa che invece non è avvenuta. Anzi spesso si spoglia un reparto o un servizio di un ospedale, per tamponare un altro, con il solo risultato che invece di due servizi, ne funziona uno a mezzo servizio. In questi giorni questa è la prassi per Bronte. Dove ha chiuso l’ambulatorio di Cardiologia, che serve tanti utenti, perché un medico è stato trasferito a Biancavilla e non si sa quando rientra. E un altro è giustamente in ferie. Cosa identica in Pediatria, con un medico che dovrebbe arrivare a breve, ma che nel frattempo per funzionare a regime ha necessità che i medici in servizio lavorino in straordinario o non possano andare in ferie. E anche qui, un medico assegnato a Bronte è momentaneamente trasferito a Biancavilla, dove proprio in questi giorni è arrivato un altro pediatra in organico. Stessa situazione o anche peggiore, per il Pronto soccorso, la cui carenza di organico è ormai cronica. Al momento, per tamponare le mancanza, sono stati chiamati in servizio i medici della Chirurgia e della Medicina, costretti a turni in eccedenza, mentre come avvenuto con gli anestesisti, non c’è stato lo scambio con Biancavilla, con i medici del Pronto soccorso di Biancavilla mandati a supplire le carenze di Bronte. Ultimamente questo scambio avviene solo a senso unico.

Cronica anche l’assenza di infermieri del Pronto soccorso, pochi già per numero e che hanno avuto assegnato un servizio in più, quello del pre triage causa Covid nella tenda allestita fuori, ma che non hanno visto l’aumento di organico, neanche con la temporanea presenza dei colleghi della Rsa di Randazzo, momentaneamente chiusa e che si era detto che sarebbero stati mandati a Bronte per supplire alcune carenze. Tutto questo mentre ancora si attende da circa due anni la nuova Tac, l’ambulanza e il completamento degli arredi del nuovo Pronto soccorso, bloccate dalla burocrazia, come il lavaferri della sala operatoria, guasto e che si deve acquistare. Ancora oggi la burocrazia non è molto salutare per i suoi assistiti. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 12-08-2020