MANIACE: “TRINCEE AL POSTO DEI PRATI”

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Per legge la natura fra i boschi dei Nebrodi è tutelata e salvaguardata dall’Ente Parco dei Nebrodi, come indicano anche i cartelli posti sia a ridosso, sia all’interno dei boschi e dei prati. Ma per padre Nunzio Galati Giordano, parroco della chiesa di San Sebastiano martire di Maniace qualcosa non funzione come dovrebbe. In una lettera, infatti, scrive: «Gli escursionisti penetrati nella zona A, cioè nel “santuario”, si trovano davanti panorami mozzafiato, spettacoli naturali di tale bellezza da farli mormorare trasognati: Qui si tocca il cielo con un dito! Ma il loro estasiante incontro con la natura dura men che un attimo. Preannunziati da un cupo rombare, rampanti quadd, fuoristrada, motocross e quant’altro sbucano all’improvviso non dalle strade, ma scendendo da ripidi e verdi pendii, solcando prati incontaminati, tranciando con le ruote quanto si mettono sotto, intrecciando pazzi ghirigori, mandando per aria zolle e ciuffi di prati e brandelli di fango, straziando, impunemente, con le ruote, splendidi fiori come le stupende orchidee e peonie e lasciando di stucco se non sbiancati dalla paura gli increduli e sbigottiti turisti. E tutto questo nel “santuario”. Per padre Galati un vero e proprio scempio della natura: «Piange il cuore – continua – nel vedere oggi, là dove l’anno prima si stendevano ridenti prati naturali, solo solchi e deserti canaloni scavati come trincee dai micidiali pneumatici, dalle misure a volte irregolari, dei fuoristrada i cui conducenti salgono sempre in allegra brigata e attrezzati di tutto punto per ogni emergenza, compresa quella di restare impantanati coi loro veicoli». Per il parroco non è certo così che si salvaguardia l’ambiente e chiede alle istituzioni di far sentire la loro presenza e di vigilare. Noi rileviamo una contrastante differenza fra la salvaguardia intesa dal Parco dell’Etna che tituba ad autorizzare l’accesso ai boschi ad un bus per turisti per le strade sterrate e la libera possibilità di poter scorazzare addirittura sui prati. Ma soprattutto ci domandiamo se le jeep non debbano rimanere sulle piste e possono avventurarsi nei fuoristrada. Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 15-10-2009