MANIACE: PROTOCOLLO CONTRO MAFIA E CORRUZIONE SOTTOSCRITTO DAI 4 CANDIDATI A SINDACO – LE FOTO

Grande passo avanti, nella cultura della legalità, grazie alla firma di un documento, proposto dal comitato cittadino, che impegna i 4 candidati a sindaco del Comune dei Nebrodi, a rispettare dei semplici punti riportati sul documento, improntati alla trasparenza, alla sana gestione, in contrasto all’ingerenza criminale che ha portato allo scioglimento del Comune. L’incontro si è tenuto nella sala parrocchiale, alla presenza di Claudio Fava, presidente della Commissione regionale antimafia. A fare gli onori di casa Ivan Portale, presidente del Comitato, e padre Nunzio Galati. «Abbiamo voluto dare un segnale – dichiara Ivan Portale – che viene da un Comitato che nel momento peggiore di Maniace ha voluto rappresentare i cittadini, e ora, vogliamo che chi governa il nostro Comune segua delle semplici regole, scritte in questo documento, per cambiare la gestione della cosa pubblica. Voglio ringraziare l’on. Fava per la sua presenza e i 4 candidati che hanno accolto benevolmente la nostra proposta. Infine un augurio ai tanti giovani che si sono candidati in queste elezioni». Tra i punti salienti del protocollo ci sono: applicare leggi di contrasto alla mafia e alla corruzione, specie negli appalti; controlli del territorio, non usare il clientelismo elettorale, garantire svaghi ed attività sportive ai giovani, istituzione di isole pedonali, assemblee popolari, e infine un monitoraggio periodico dell’attività amministrativa con attenzione all’osservanza del protocollo sottoscritto.

Presenti all’incontro, i quattro candidati alla carica di sindaco, Emilio Conti, Antonio Fiore, Franco Parasiliti Paracello e Mario Tilenni, che hanno volontariamente sottoscritto il documento, impegnandosi ad applicarlo in caso di elezione. A concludere l’incontro è stato proprio il presidente della Commissione Antimafia della Regione Sicilia, Claudio Fava: «Vi sono grato per avermi dato l’occasione di essere presente alla firma di questo protocollo, il primo che si decide di stilare e firmare tra i candidati di un Comune sciolto per mafia. Spesso chi vince è convinto che possa legiferare come ritiene, non usando la condivisione delle idee. Avete svolto un buon lavoro come Comitato, e anche nella stesura di un documento che ha alla base la questione morale e la politica seria che dovrebbe essere un esempio per molte comunità, al di sopra dei colori e dell’appartenenza politica». LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 10-06-2022