DISTRETTO SANITARIO BRONTE: AIUTI ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ SARANNO SUDDIVISI 395 MILA EURO

servizi sociali oraAiutare le famiglie in difficoltà, i diversamente abili e coloro che hanno bisogno di cure che non possono trovare in Sicilia. Con questo spirito l’Amministrazione comunale di Bronte ha approvato in Giunta la suddivisione dei 359 mila euro che la Regione siciliana ha stanziato a favore dei servizi sociali dell’intero Distretto Sanitario di Brontte, composto anche dai sindaci di Maletto, Maniace e Randazzo. Si tratta di una integrazione alle somme che solitamente la Regione garantiva ogni anno, somme che più o meno si aggiravano intorno ai 200 mila  euro. Riconoscendo che effettivamente le risorse garantite erano realmente esigue però, Palermo ha voluto impinguarle, con l’obiettivo di rafforzare i piani di zona dei Comuni e dare loro l’opportunità di garantire un’offerta di servizi e interventi più articolata ed appropriata. Ed i sindaci dei Comuni del Distretto di Bronte hanno subito approfittato dell’iniziativa, individuando le priorità di intervento. “Per distribuire i fodni che abbiamo ottenuto – ha affermato il sindaco di Bronte, Graziano Calanna – abbiamo effettuato attente analisi sui reali bisogni della colletività e le difficoltà che spesso la gente incontra. Solo dopo abbiamo rimodulato il Piano di Zona, potenziando i servizi che insieme anche con gli altri sindaci abbiamo ritenuto necessari”.  Alla fine nel dettaglio ecco come sono state distribuite le somme: assistenza domiciliare anziani 113.453,85. Socializzazione anziani 15.000. Assistenza domiciliare portatori di habdicap, 54.116. Affidamento famigliare 14.400; Assistenza economica, 81.428; Integrazione disabili, 5.000; Trasporto soggetti bisognosi di cure terapeutiche presso i Centri Sanitari Specializzati, 13.000. Igiene e Cura Degli Alunni con disabilità che frequentano le scuole dell’obbligo, 44.200. Stage in azienda 19.200; “I numeri – conclude il sindaco – investiti lo scorso anno dimostrano la nostra attenzione verso chi ha bisogno. Una comunità vera, infatti, non può permettersi di lasciare indietro qualcuno”.  Fonte “La Sicilia” del 10-03-2017