BRONTE, ROMENA PICCHIATA DAL CONVIVENTE: E’ GRAVE

Cronaca di un’aggressione annunciata: una donna di 48 anni di origine romene, residente a Bronte, lotta fra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Garibaldi Nesima” di Catania dopo essere stata selvaggiamente picchiata dal suo convivente, un romeno di 35 anni, dichiarato in stato di fermo dai carabinieri e trasportato nel carcere catanese di piazza Lanza. Si tratta di un’aggressione annunciata perché qualche settimana fa l’uomo aveva già picchiato la sua compagna, facendola finire in ospedale con contusioni e ferite ritenute guaribili in 30 giorni. Ovviamente, vista la gravità dell’accaduto, i medici all’epoca informarono i carabinieri che procedettero d’ufficio. Ieri l’epilogo, ancora più pesante, perché alla donna in ospedale hanno già asportato la milza. I medici si sono riservati la prognosi. A soccorrere la donna ieri mattina è stato l’anziano al quale la donna faceva da badante. Non vedendola arrivare a lavoro e non ricevendo alcuna risposta al telefono, l’uomo preoccupato si è recato a casa della vittima, trovandola con i segni evidenti delle percosse. Subito è arrivata l’ambulanza del 118 e poi i carabinieri. Eppure il compagno della donna nei giorni scorsi sembrava volersi redimere. I due conviventi, insieme, avevano chiesto un incontro allo staff legale del “Telefono rosa” di Bronte, guidato dalla presidente Antonella Caltabiano. Sembravano volere trovare una soluzione ai loro problemi. Ai legali dell’Associazione la donna, pur pregando il compagno di non picchiarla più, ha chiesto aiuto non tanto per lei, ma per lui, affinché non finisse in carcere a causa della prima aggressione. I legali del Telefono rosa hanno però consigliato alla coppia di non frequentarsi per un certo periodo, avvertendo la donna sui rischi che correva e assicurandole tutto il sostegno possibile. I consigli, tuttavia, non sono stati ascoltati e ieri mattina, per cause ancora sconosciute, la rabbia dell’uomo si è manifestata in tutta la sua violenza. Adesso la donna si trova sola in ospedale. Per questo il Telefono rosa di Bronte ha deciso di intervenire anche economicamente per garantire alla donna tutto il necessario, a cominciare dalla biancheria da indossare in ospedale. Almeno fino a quando non verranno avvertiti i parenti in Romania.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 22-11-2012