BRONTE: VOLANTINAGGIO POLITICO SOGGETTO A CENSURA

volantinaggio-359x201Stop al volantinaggio commerciale selvaggio a Bronte e restrizioni per quello politico e di volontariato. L’ha deciso il sindaco Graziano Calanna con una ordinanza contingibile e urgente sulla sicurezza urbana e l’igiene pubblica, soggetta al controllo della Prefettura, che ripropone pure vigenti norme del codice della strada e dei regolamenti comunali di Polizia locale e sulla pubblicità. Dopo quella che vieta a camioncini dei panini, ristoranti, bar e pizzerie la somministrazione di bevande per asporto in bottiglie di vetro o lattine, questa sulla pubblicità è la seconda ordinanza permanente dell’ anno sulla sicurezza urbana, che il sindaco così motiva: “Spesso i dépliant finiscono per sporcare le strade, creando seri e costosi problemi di decoro e d’igiene urbana. Per questo abbiamo deciso di regolamentarne la distribuzione e che i volantini dovranno essere posti dentro le cassette delle lettere”. Cinque giorni prima, però, alla Polizia locale dovrà essere chiesta l’autorizzazione, che sarà concessa o negata dal dottor Fabio Martino Battista; segretario generale e comandante della Polizia locale (da oltre un mese in attesa di divisa e qualifica prefettizia di agente di pubblica sicurezza). È vietata la “pubblicità mediante volantinaggio, affissione di manifesti nei pali o altri supporti pubblici; distribuire manifesti, opuscoli o altro sugli usci e negli androni delle abitazioni private, sui parabrezza dei veicoli, a mano negli incroci o il lancio di biglietti omaggio o buoni sconto”. Dalle nuove regole sono esclusi “soggetti ed enti senza se scopo di lucro sia che siano volontari o che si occupino di propaganda politica, a condizione che il volantinaggio sia effettuato direttamente tramite consegna a mano e in numero non maggiore di una copia per persona”. Anche per la consegna di più volantini, politici o di volontariato, quindi, almeno cinque giorni prima serve chiedere il via libera al comandante della Polizia locale, il quale, eserciterebbe un controllo preventivo e, suo malgrado, potrebbe divenirne “censore”. Fare osservare l’ordinanza spetta alle forze di polizia. I trasgressori rischiano una multa da 25 a 500 euro e, nel caso di ditte, alla terza violazione nell’anno solare la chiusura dell’attività, per almeno 5 giorni. Luigi Putrino Fonte Giornale di Sicilia del 23-02-2016