BRONTE : UNA EQUIPE DI ESPERTI PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’ACQUA AL VANADIO

Una equipe di esperti per risolvere il problema dell’acqua di Bronte, caratterizzata da una concentrazione di vanadio superiore a quella fissata dalla legge. A riunirla è stato il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che ha invitato a Bronte ingegneri, geologi e docenti universitari per individuare la soluzione più giusta per i brontesi. L’equipe tecnica è formata dal prof. Francesco Schilirò, geologo e geotecnico dell’Università di Catania, nonché profondo conoscitore del territorio dell’Etna dal punto di vista geologico ed idraulico, dai prof. Carlo Modica ed Alberto Capisano, docenti di Costruzioni idrauliche del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Catania, dal geologo Pietro Tomaselli, dall’ing. Laura Ciravolo, direttore dell’Ato idrico di Catania e dell’ing. Gianfranco Schilirò. Lo staff, sarà coordinato dall’ing. Salvatore Caudullo, capo dell’ufficio tecnico del Comune e dall’assessore Enzo Bonina, che segue quotidianamente il problema dell’acqua. Tutti, ognuno per le proprie competenze, dovranno collaborare affinché l’erogazione idrica a Bronte venga liberata dal vanadio e normalizzata, trovando la soluzione più conveniente che potrebbe anche essere quella di scavare un altro pozzo. “Noi non abbiamo accantonato l’idea di costruire un potabilizzatore. – ha dichiarato il sindaco – Siccome però sappiamo che la sua realizzazione, oltre ad essere particolarmente onerosa, rischia di pesare come un macigno sulle future economie del Comune e dei brontesi, ritengo che, prima di passare alla fase operativa, abbiamo il dovere di sondare tutte le altre strade possibili, compreso quella di scavare un altro pozzo che ci liberi dell’acqua di Ciapparazzo, dove le quantità di vanadio sono maggiori. Nel frattempo ci stiamo muovendo – ha continuato il sindaco – per far alzare definitivamente il limite di 50 mg/l. Tutti sappiamo che il 31 dicembre 2011 non ci saranno più deroghe. Per questo prima possibile dobbiamo dare ai brontesi acqua potabile”. E lo staff tecnico si è messo subito al lavoro, effettuando, assieme all’assessore Nunzio Castiglione, dei sopralluoghi. Il prof. Schilirò ha suggerito di allargare il pozzo Musa per aumentarne la capacità, ma si effettueranno degli studi per verificare la possibilità di scavare un altro pozzo in direzione del versante nord dell’Etna, dove le acque non presentano vanadio. Prossimo appuntamento il 13 novembre, quando l’equipe effettuerà delle verifiche sul sistema idrico Musa.

L’Addetto stampa Gaetano Guidotto