BRONTE: UCCISE DURANTE UNA LITE CONDANNA CONFERMATA PER SALVATORE PORTARO

La Corte di Assise di Appello ha confermato la sentenza di condanna di quattro anni e sei mesi di carcere, pronunciata dalla Corte di Assise di Catania il 5 maggio del 2015, per Salvatore Portaro, il brontese di 73 anni che il 27 maggio del 2014 ha ucciso con una coltellata Vincenzo Spuches, operatore ecologico di Bronte di 32 anni. Salvatore Portaro, inoltre, è stato condannato al pagamento delle ulteriori spese processuali e dovrà pagare anche le sanzioni stabilite in favore delle parti civili che si sono costituite al processo. Dinanzi la Corte di Assise gli avvocati dei familiari della vittima, Nunzio Calanna, Maria Mirenda e Cristina Castiglione, infatti, sono riusciti a smontare la tesi della difesa sostenuta dall’avvocato Antonino Mencobello, che riteneva che Portaro avesse ucciso per legittima difesa putativa. La Corte, ha confermato che l’omicidio non era di natura dolosa, ma colposa, ma ha ritenuto che Portaro non abbia agito per difesa. I parenti della vittima e gli avvocati di parte civile hanno espresso soddisfazione per la sentenza, mentre il difensore dell’imputato ha preannunciato già ricorso per Cassazione. Salvatore Portaro, pensionato, di Bronte, il 27 maggio 2014 uccise con una pugnalata al cuore Vincenzo Spuches, operatore ecologico di 32 anni, anche lui di Bronte. All’epoca la tragedia si consumò nelle vicinanze di via Annunziata, in pieno centro storico di Bronte, a causa di una lite per una banale contravvenzione di circa 400 euro. Spuches, guidando l’auto di Portaro, era stato fermato a un posto di blocco e multato perché guidava senza patente. In quell’occasione le forze dell’ordine non si limitarono a sanzionare il conducente, ma anche il proprietario dell’auto per mancata esibizione successiva dei documenti. Tanto è bastato per provocare rabbia e rancore. La tragedia si consumò verso la mezzanotte. Spuches andò nel vicolo di via Annunziata. Sotto casa incontrò il figlio di Portaro con cui iniziò una discussione furibonda. Dalle parole si passò ben presto ai fatti. Le urla svegliarono l’anziano padre che, uscito di casa, tirò fuori un coltello a serramanico e colpì al petto l’operatore ecologico. Spuches barcollante e sanguinate ebbe la forza di compiere qualche passo verso via Annunziata per poi stramazzare a terra. Portaro fu subito arrestato. Adesso, la sentenza d’appello. Fonte “La Sicilia” del 27-01-2018