BRONTE: REVOCATO IL FINANZIAMENTO PER LA DISCARICA

L’archiviazione del ricorso significa restituire 430.130 euro alla Regione

Il comune di Bronte non chiede la fissazione dell’udienza e il Tar archivia un ricorso che per l’ente significa restituire 430.130 euro all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, che nel 2007 aveva revocato un finanziamento degli anni Ottanta, per realizzare una discarica. Sull’argomento i consiglieri della commissione bilancio Antonio Leanza, Valeria Franco, Carlo Castiglione e Rosario Liuzzo hanno presentato un’interrogazione, interessato il segretario comunale Giuseppe Bartorilla e chiesto di «congelare» la liquidazione della parcella da 7 mila euro portata all’incasso dall’avvocato ad aprile 2018 e vagliata dal Comune, per il pagamento, il 28 novembre scorso, giorno in cui Leanza portava il caso in commissione e in consiglio. Sempre nel corso della seduta consiliare del 28 novembre, come si legge nel relativo verbale recentemente pubblicato, il sindaco Graziano Calanna si diceva ignaro della questione ma assicurava: «Verificherò se ci sono responsabilità».

La vicenda. Fra il 1987 e il 1991, l’Assessorato finanzia al comune 4 miliardi e mezzo di lire, per creare una discarica in contrada Margiogrande. A dicembre 1993, sindaco Mario Zappia, viene bandita la gara d’appalto la cui aggiudicazione, nel 1996, viene annullata dal Cga di Palermo. La discarica, intanto, entra in funzione ma a gennaio 1999 (sindaco Zappia) una frana ne sancisce la chiusura. Nel 2004, la Regione avvia la revoca dei fondi erogati, ma il sindaco Turi Leanza la contesta.

Nel 2006, l’Assessorato recepisce in toto le valutazioni dell’avvocatura dello Stato, che ravvisa da parte del Comune un utilizzo dei fondi «con modalità gravemente e incontestabilmente illegittime», e a gennaio 2007 ne decreta la decadenza. Il sindaco Firrarello impugna il decreto al Tar, che a luglio 2007 ne sospende l’efficacia, ma a marzo 2018 il Tar ratifica l’abbandono della causa da parte del Comune e estingue ricorso e finanziamento.

Sulla vicenda, un «non saprei» è stata la risposta di Zappia, a distanza di 25 anni dalla gara; «non conosco la questione» era stata quella di Calanna nella seduta del consiglio del 28 novembre. Infine il vice sindaco Gaetano Messina: «Ho chiesto all’ufficio tecnico e all’ufficio legale di fornirmi una relazione e chiarimenti sulla vicenda». Luigi Putrino Giornale di Sicilia del 16-12-2018