BRONTE, PAZIENTI COVID: +10 (121 IN QUARANTENA) «SE FOSSE NECESSARIO, NUOVE MISURE»

Inesorabile anche a Bronte. Salgono i casi covid nella Città del pistacchio. L’Usca ha accertato la positività di 25 persone, 10 in più rispetto all’ultima rilevazione. Sale anche il numero delle persone in isolamento che passano da 97 a 121. I dati, per una cittadina di circa 20 mila abitanti, non sono certo ancora preoccupanti, ma se il trend dovesse essere sempre in aumento bisognerà intervenire. Per questo il sindaco Pino Firrarello ci dice: «La buona notizia è che nessuno fra i 25 contagiati si trova in gravi condizioni. Certo però registriamo un aumento dei casi e non è certo una cosa bella. Per adesso continuiamo a tenere alta l’attenzione e gestire il rischio. I cittadini però sappiano che se il contagio dovesse propagarsi ancora, saremo costretti a prendere provvedimenti anche impopolari ma che ci aiuteranno a salvare la popolazione dal covid. La salute pubblica – conclude – a mio avviso è più importante di tutto». Poi il sindaco ha ancora una volta un pensiero per la vicina Randazzo dichiarata zona rossa: «A Randazzo c’è stata la prima vittima del covid – afferma particolarmente affranto – A nome della comunità brontese, rivolgo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del paziente che purtroppo non è più con noi. Bronte è vicino a Randazzo ed ai randazzesi che stanno vivendo momenti difficili». Intanto nel Palazzo municipale sono entrate in vigore alcune regole di comportamento. Sono stati istituiti percorsi di ingresso ed uscita.

Chi viene in Comune troverà personale impegnato a misurare la temperatura e dovrà però sottoscrivere un’autocertificazione dove dichiara di non essere positivo al covid 19. Inoltre è stata programmata la sanificazione degli uffici. «Sono – conclude il sindaco – regole basilari per tentare di contenere questo terribile virus. Io non posso che ribadire ai miei concittadini l’importanza di indossare sempre la mascherina, di mantenere il distanziamento e di disinfettarsi sempre le mani. Per adesso sono le uniche armi che conosciamo per salvarci dal contagio e sono le uniche armi che possono evitare quei provvedimenti restrittivi che speriamo di non dover più rivivere. Rendiamoci conto però – conclude – che molto dipende da noi». Fonte “La Sicilia” del 23-10-2020