BRONTE: IL COMUNE A BASSANO DEL GRAPPA PER DIFENDERE IL POLO TESSILE

“Davide porta in tribunale Golia”. Così i giornali del nord est hanno titolato sulla querelle giudiziaria che vede il “Consorzio società manifatturiere” di Bronte sfidare senza timori la Diesel di Renzo Rosso. Già, perché anche se il consorzio tessile brontese cui fa parte la Bronte jeans è costituito da un gruppo  aziende ben consolidate, rispetto al colosso industriale di Renzo Rosso sono poca cosa. Siccome però “la legge è uguale per tutti”, gli imprenditori brontesi affiancati dal Comune di Bronte, che si è costituito “ad adiuvandum” per tutelare i posti di lavoro, hanno “citato” la Diesel con l’intento di impedirgli di chiudere i rubinetti delle commesse. E venerdì scorso a Bassano del Grappa si è svolta una importante udienza. Eccepita dalla Diesel l’incompetenza del Tribunale di Catania, il giudizio, infatti, è passato al giudice monocratico del Tribunale di Bassano, Susanna Menegazzi, che ha ascoltato le parti. E’ così in Veneto sono giunti, oltre ai vertici del Consorzio guidati dall’azionista di riferimento Franco Catania e ad un nutrito numero di lavoratori che rischiano il posto di lavoro, anche l’assessore Luigi Putrino, delegato dal sindaco Pino Firrarello. A rappresentare le aziende siciliane ed il Comune sono stati rispettivamente l’avvocato del Giorgio Floridia del foro di Milano e l’avvocato Angelo Maiolino. “La Diesel – hanno affermato i 2 legali – ha prima convinto il Consorzio ad investire, poi ha tolto le commesse con la scusa di un calo delle vendite. Bene, verifichiamo questo dato. Noi siamo pronti ad accettare un calo delle commesse proporzionale a quello reale delle vendite”. Vistoso lo spiegamento di forze dell’ordine fuori e dentro il Tribunale. In realtà la presenza della delegazione siciliana non ha creato alcun problema e la camera di consiglio si è svolta in assoluta tranquillità. “Noi – hanno affermato l’assessore Putrino insieme con il sindaco Pino Firrarello – intendiamo difendere quasi 40 anni di storia della nostra economia, la professionalità dei lavoratori riconosciuta ovunque ed i posti di lavoro. Il legale della Diesel ha detto che la multinazionale è serena. Ci domandiamo come si possa essere sereni quando si lasciano senza lavoro oltre 200 famiglie. In Veneto – concludono –  dicono che stiamo sfidando Golia. Noi sosteniamo, che oltre a Sansone è giusto che rimangano vivi anche Filistei”. La decisione del giudice dovrebbe arrivare tra un paio di settimane.

L’Addetto stampa Gaetano Guidotto