BRONTE: I BAMBINI SALVERANNO IL BOSCO BRIGNOLO

A Bronte tutti a lezione di natura e ambiente grazie al progetto di educazione ambientale “Boschi della Biosfera” promosso dall’associazione Giacche verdi di Bronte e della fondazione Manfred-Hermsen-Stiftung. Dopo il workshop, le lezioni in classe e diversi incontri direttamente “sul campo”, ad ammirare l’ambiente, apprezzarlo e salvaguardarlo altri 150 alunni delle classi II A e B e III A, B e C del primo circolo didattico “Nicola Spedalieri” diretto da Marilena Scavo, insieme alle IV A e B del secondo circolo didattico “Giuseppe Mazzini” diretto da Gabriella Spitaleri, hanno completato il progetto di educazione ambientale “Boschi per la Biosfera” che ha visto impegnati complessivamente circa 400 alunni dei due circoli. I bambini si sono ritrovati nel bosco Brignolo di Bronte, dove hanno imparato semplici ma fondamentali nozioni di salvaguardia ambientale e come l’uomo può, invece di deturparla, curare e aiutare la flora e la fauna. I ragazzi hanno visto antiche pratiche, con le attività che hanno riguardato incontri frontali a scuola e la raccolta dei semi. Il percorso formativo si è concluso nel Bosco Brignolo (ex discarica comunale che negli anni è stata bonificata dalle Giacche Verdi Bronte che hanno raccolto i rifiuti disseminati nell’area, piantato alberi, prevenuto incendi e realizzato attività didattiche). Qui i bambini visitando la casa degli uccelli e degli insetti, ed impegnati nella piantagione di nuove arborescenze per arricchire il bosco, e nel lancio di “bombe di semi” (piccole palline di terra con all’interno semi di fiori) hanno compreso divertendosi e mostrando curiosità e grande interesse, l’importante funzione degli alberi e degli animali per contrastare i cambiamenti climatici. Nell’occasione hanno potuto gustare anche le arance biologiche offerte dai volontari europei. Alla manifestazione erano presenti il presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati e la consigliera comunale nonché maestra degli alunni partecipanti, Maria De Luca, «Chiunque ami la natura – ha affermato Galati – non può che apprezzare progetti simili e ringraziare gli organizzatori. Bronte vanta un vasto patrimonio ambientale che dobbiamo conoscere amare e custodire». «Ringraziamo le Giacche Verdi Bronte che bonificando l’ex discarica comunale hanno ridato vita al territorio con le varie attività che vi svolgono al suo interno oltre al custodirlo e monitorandolo costantemente nella prevenzione degli incendi. E’ stato un processo educativo semplice e divertente, contribuendo a renderli cittadini del domani, maggiormente responsabili nella difesa dell’ambiente». «L’intento del progetto di educazione ambientale “Boschi della Biosfera”, promosso dall’associazione Giacche verdi di Bronte e della fondazione Manfred-Hermsen-Stiftung, è certamente meritevole di lode. L’educazione ambientale deve far parte del bagaglio culturale fin dalla scuola dell’infanzia. Educazione ambientale significa studiare non solo la natura e l’ambiente che ci circonda, ma anche quei principi di educazione civica che rendono migliore il mondo e la società. Bello sarebbe un giorno – ha concluso – poter chiamare le nuove generazioni non solo nativi digitali, ma anche nativi ambientali». Per le Giacche Verdi però il lavoro non è finito. I volontari, infatti, continueranno con il progetto “Fiumi Puliti” che si sta svolgendo nei fiumi Simeto e Alcantara.

COLLABORAZIONE IN AMBITO EUROPEO “Boschi della Biosfera” è un progetto promosso dall’associazione Giacche verdi di Bronte e della fondazione Manfred Hermsen-Stiftung, cofinanziato dal ministero federale tedesco per l’Ambiente, che ha lo scopo di promuovere collaborazioni per il clima nell’Unione Europea e combattere le emissioni dell’effetto serra tramite scambi di esperienze e conoscenze internazionali e dialoghi. Al progetto, che volge al termine, ha coinvolto più di 2.000 bambini delle classi della scuola Primaria di diversi Comuni, con lezioni frontali in classe insieme ai tutor del progetto e attività didattiche realizzate nei boschi e parchi di pertinenza comunale. Fonte “La Sicilia” del 27-04-2018