BRONTE: ERANO IN “NERO” 25 LAVORATORI SU 32

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Erano anni che il versante nord dell’Etna non balzava agli onori delle cronache per fenomeni di lavoro nero. Una operazione della tenenza della Guardia di Finanza di Bronte, coordinata dal comandante Carmelo Cicero, invece, ha fatto riemergere l’amara realtà, con aziende private, anche solide e stabili economicamente, che basano i propri successi imprenditoriali sulle spalle dei lavoratori. Le Fiamme Gialle di Bronte, infatti, a seguito di una precisa direttiva del Comando provinciale di Catania, intenzionata a sradicare il fenomeno del lavoro sommerso, hanno effettuato un blitz presso due aziende: una di Maniace, specializzata nella raccolta e nel commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli e l’altra, di Bronte, nel settore tessile. Alla fine hanno scoperto che la posizione lavorativa del 75% dei dipendenti non era regolare. A prestare opera all’interno dell’azienda agricola di Maniace, infatti, c’erano ben 18 dipendenti che lavoravano in maniera totalmente abusiva, con il datore di lavoro che non si era preoccupato ne di inviare loro una lettera di assunzione, ne di effettuare la necessaria comunicazione all’ufficio di collocamento o all’Inail.  Nell’azienda tessile di Bronte, invece a lavorare in maniera totalmente abusiva era un solo dipendente, mentre altri 6 le carte non erano perfettamente in regola, ma se non altro il datore di lavoro aveva già provveduto ad iniziare l’iter per l’assunzione. «Attraverso una preventiva attività d’intelligence – ci dice il comandante Cicero – siamo riusciti ad individuare quelle aziende particolarmente incline all’impiego di manodopera irregolare, scoprendo che su 32 lavoratori, ben 25 erano irregolari. Una percentuale alta che però non può essere generalizzata al resto del mondo produttivo di Maniace e Bronte». I datori di lavoro intanto rischiano sanzioni pesanti con le multe che possono variare dai 1.500 a 12.000 euro per ogni lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. I finanzieri proseguiranno l’attività ispettiva anti lavoro sommerso, con particolare riguardo allo sfruttamento di lavoratori stranieri. Sembrerebbe, infatti, che lo sfruttamento degli immigrati ha assunto, negli ultimi tempi, proporzioni allarmanti sia per le violazioni di norme a tutela del lavoratore e sia per i profili di ordine e sicurezza sociale, connessi al contrasto dell’immigrazione irregolare.

Fonte La Sicilia 19-09-2007