BRONTE: ELIMINEREMO I RISCHI IDROGEOLOGICI

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Bronte. Chiesto un finanziamento di 2,5 mIn di euro per risanare due zone del paese

Il Comune di Bronte ha chiesto al Ministero dell’Ambiente, coordinato dal ministro, on. Stefania Prestigiacomo, un finanziamento di 2 milioni e 542 mila euro per risanare due zone del paese a rischio idrogeologico. Si tratta della contrada Fontanelle, dove le abitazioni attorno l’omoni­ma via sono minacciate da una franae dell’area adiacente il costone lavico dove, con una casca­ta di oltre 80 metri, si riversano le acque del de­puratore comunale nell’alveo del fiume Simeto. «E nostra intenzione – ci dice il sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello – risanare e mettere in sicurezza il nostro territorio. Per questo dopo aver quasi completato i lavori di risanamento in contrada Salici, abbiamo chiesto un finanziamento di oltre un milione di euro al ministero dell’Ambiente che ha predisposto un program­ma volto alla mitigazione del rischio idrogeologiro». 11 progetto redatto dall’ingegnere capo del Comune, ing. Salvatore Caudullo, con il geome­tra Nino Saitta, sempre dell’Ufficio tecnico nel ruolo di responsabile unico del procedimento, prevede la realizzazione di pozzi drenanti per reggi menta re le acque piovane, e muri con pietre a secco all’interno di gabbie di acciaio. Oltre a ciò saranno piantati degli alberi che con la pro­prie radici blocchino il terreno e rendano più verde e più bella l’intera area. «Con questo finan­ziamento – continua il sindaco Firrarello – realiz­zeremo una nuova condotta all’uscita del depu­ratore di contrada Sciarotta per eliminare la ca­scata delle acque depurate dal profondo costone lavico che si affaccia sul fiume. L’acqua, infat­ti, piano piano sta erodendo la roccia trascinando pietre e detriti. Per questo motivo – con­clude il sindaco – il progetto prevede che anche l’intero costone lavico venga consolidato». Il progetto è stato redatto dall’ing. Giuseppe Mineo che ha previsto la realizzazione di una condotta sotterranea che oltre a risolvere il pro­blema annulla ogni rischio di impatto ambien­tale.

Fonte la sicilia 30/11/08