BRONTE: CHIRURGIA DECLASSATA «L’ASP 3 ORA ANNULLI LA DELIBERA»

Il Consiglio comunale di Bronte all’unanimità chiede all’Asp 3 di Catania di annullare in autotutela la delibera che declassa l’Unità operative di Chirurgia dell’ospedale da Complessa a dipartimentale. Secondo quanto ci ha confermato l’Asp, una Unità operativa complessa conta sulla guida e sulle prestazioni di un primario, mentre quella Dipartimentale non ha il primario, ma solo un responsabile medico. Per questo i consiglieri Antonio Leanza e Valeria Franco hanno presentato la richiesta di revoca della delibera: «L’Asp 3 – afferma il consigliere Leanza – non poteva declassare l’Unità operativa di chirurgia. In ogni caso il decreto 629 nei confronti del presidio ospedalieri di Bronte prevedeva una Unità operativa complessa. Per questo chiediamo che il Comune ponga in essere ogni azione, forte e corale, nei confronti dell’assessorato regionale alla Salute e del direttore generale dell’Asp, a difesa del presidio ospedaliero di Bronte e, nello specifico, affinché richieda che venga rivotata in autotutela la delibera dell’Asp n. 3124 che declassa la Chirurgia di Bronte in una Unità dipartimentale semplice». Ad alimentare il dibatto gli interventi dei consiglieri Valeria Franco, Angelica Catania, Massimo Castiglione, Samanta Longhitano e Rosario Liuzzo, con i consiglieri che sorreggono l’Amministrazione del sindaco Graziano Calanna che hanno dichiarato di volere approvare la proposta. «Io ringrazio – i ha affermato il sindaco in Consiglio comunale – i proponenti dell’ordine del giorno per permetterci di ripetere in Consiglio una questione così importante, che i sindaci hanno già trattato a lungo nelle sedi competenti. Abbiamo mostrato soddisfazione di fronte al nuovo piano perché è stato scongiurato il rischio che il nostro ospedale morisse del tutto. Sappiamo, però, che questo ha delle criticità che abbiamo già contestato. Ci siamo incontrati – ha continuato – con il vertice dell’Asp il 20 agosto ed altre volte abbiamo parlato informalmente. Vi assicuro che continueremo a batterci. Non credo nella legittimità della richiesta di revoca della delibera, tuttavia poiché questa rafforza la nostra azione, sono pronto ad inviarla alla Regione». Fonte “La Sicilia” del 15-09-2018

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