BRONTE, CALANNA: «QUANTO TEMPO SERVE PER FARE UNA GARA D’APPALTO?»

Il sindaco di Bronte Graziano Calanna batte i pugni sul tavolo della Città metropolitana di Catania, rea, a suo dire, di essere particolarmente in ritardo sull’iter burocratico per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della strada “Stuara Santa Venera”, che collega l’abitato di Bronte con il territorio di Maletto. Il sindaco sostiene che già nella fase antecedente all’emanazione del decreto regionale si erano verificati ritardi. Poi risolti tutti i problemi, con la Regione che ha formalizzato il decreto avvenuto i primi giorni di aprile, il primo cittadino si aspettava una maggiore velocità nel completamento di un iter che spetta alla Città metropolitana. Si aspettava che venisse presto pubblicata la gara d’appalto. Invece niente, ancora del progetto che prevede lavori ed investimenti per circa 4 milioni e 800 mila euro, non si sa praticamente nulla. Per questo il sindaco ha inviato al sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese ed al Capo dipartimento Giuseppe Galizia una lettera: «Nei primissimi giorni del mese di aprile – scrive Calanna – la Regione ha formalizzato il decreto. Per troppi anni la popolazione ha chiesto invano che le Istituzioni intervenissero per riportare sicurezza, ed oggi che è stato ottenuto il finanziamento sarebbe ingiustificabile ritardare ancora nel completamento dell’iter burocratico. I cittadini hanno il diritto di vedere realizzati i lavori al più presto. Detto ciò, trattandosi di un progetto della Città metropolitana di Catania, chiamata di conseguenza a completare l’iter burocratico, e non avendo notizie in merito, si invita la Città metropolitana a procedere con gli adempimenti di competenza, inviando al Comune di Bronte, che si è battuto per l’ottenimento del finanziamento, il cronoprogramma dell’iter burocratico necessario per pubblicare la gara d’appalto ed eseguire l’opera».

A fianco del sindaco Calanna anche l’on. Anthony Barbagallo: «Calanna fa bene a protestare – ha affermato – In momenti di crisi economica come questo un finanziamento di quasi 5 milioni di euro può essere una consistente boccata di ossigeno. Inoltre si restituisce al territorio un’importante opera pubblica. Ricordo che l’opera è stata inserita nel Patto per la Sicilia che ho avuto l’onore di approvare con delibera di Giunta di governo nel settembre 2016. Da allora in effetti è trascorso troppo tempo».