BRONTE, AL POSTO DEL PRANZO SOLIDALE PACCHI DI ALIMENTI E BOLLETTE PAGATE

In piena emergenza sanitaria la solidarietà non si ferma. Ogni anno le parrocchie si sono distinte per aver dato vita al Natale anche in quelle famiglie dove crisi e povertà hanno sempre impedito alle luci di accendersi, organizzando festosi pranzi nelle sacrestie. In questo Natale tutto questo è stato impossibile. Ma, come ci ha insegnato Papà Francesco, «l’amore che non conosce limiti e confini» e allora i parroci si sono rimboccati le maniche ed hanno deciso di portare a casa di ogni famiglia disagiata il pranzo di Natale. «Quest’anno – ci racconta l’arciprete parroco della chiesa Madre, padre Alfio D’Acquino – non potendo organizzare i pranzi di Natale, abbiamo deciso di consegnare porta a porta pacchi spesa per le famiglie che sappiamo avere bisogno. Abbiamo portato pasta, biscotti, panettoni e tanto altro, ma anche un buono spesa da utilizzare nelle macellerie. Un lavoro –continua – che in questa parrocchia è stato preparato grazie alla Croce Rossa ed ai componenti dell’associazione Emmaus che ho istituito io stesso 4 anni fa. Sono parrocchiani con spirito generoso e caritatevole che si prestano e collaborano per aiutare il prossimo». Ma non solo cibo. Di fronte alle richieste i parroci hanno anche pagato bollette ed anche affitti: «In qualche occasione abbiamo – continua padre Alfredo – comprato farmaci e detersivi, oppure pagato bollette ed anche un affitto. Dove possiamo interveniamo, racimolando fondi grazie alla generosità dei parrocchiani ed ai fondi della Cei». E tutte le parrocchie si sono distinte in quest’opera generosa e meritoria, anche perché il covid quest’anno ha raddoppiato il numero delle famiglie che chiedono aiuto.

«Purtroppo sì – conclude padre Alfio – Quasi il doppio. Da noi vengono anche da altri Comuni sperando di ricevere qualcosa. L’augurio – conclude – è che possiamo tutti riacquistare il desiderio di stare insieme e la fiducia per il futuro che in tanti hanno perso». «In parrocchia abbiamo già diviso circa 60 pacchi spesa – aggiunge padre Salvatore Maggio, parroco della chiesa di San Giuseppe –e sto proprio uscendo per consegnarne altri 8. Ma non ci fermiamo: continueremo a consegnare cibo e vestiti per bambini anche oggi. Permettetemi di ringraziare tutti coloro che con le donazioni ci consentono di portare serenità non solo alle famiglie che chiedono aiuto, ma anche a quelle, e sono tante, che non chiedono ma potrebbero. Sono tanti infatti fra famiglie ed imprenditori che mostrano generosità in assoluto anonimato. E noi sapendo dove regna il vero bisogno, grazie a loro, facciamo giungere il nostro sostegno. Da soli non potremmo fare tutto questo, non potremo aiutare tante famiglie che vivono nelle ristrettezze. E venire incontro alle esigenze e alleviare anche le piccole sofferenze – conclude – è un modo con cui esprimiamo la nostra missione, come ci ha insegnato Gesù». GAETANO GUIDOTTO Fonte “La Sicilia” del 24-12-2020