ALL’OSPEDALE DI BRONTE E’ PARTITA LA CAMPAGNA, 36 OPERATORI VACCINATI, OGGI SE NE AGGIUNGONO 30 – LA FOTOGALLERY

Parte la campagna di vaccinazione, in anticipo sui tempi previsti dall’asp di Catania. Infatti in un primo momento, l’avvio della campagna di vaccinazione a Bronte era prevista per il 4 gennaio, ma la disponibilità di vaccini, e l’organizzazione messa in campo dalla stessa Asp, ha fatto si che già il primo gennaio i vaccini sono arrivati a Bronte, e conservati nello speciale frigo che mantiene la temperatura a -80 gradi. Ieri mattina, i primi dipendenti del nosocomio brontese sono stati vaccinati. Il primo a ricevere il vaccino è stato il dottor Giuseppe Pastanella, responsabile dell’Unita di Anestesia, seguito dalla collega Giusy Ricceri e poi altri medici, infermieri e dipendenti dell’ospedale per un totale di 36 operatori vaccinati. Oggi, si continua con altre 30 dosi, per arrivare, nel giro di qualche giorno, a vaccinare tutti gli operatori dell’ospedale di Bronte, compresi anche i dipendenti non sanitari che però lavorano all’interno del nosocomio. Poi, tra ventuno giorni, parte per questi primi vaccinati, la seconda fase, con l’inoculazione della seconda dose. Un giorno speciale, quasi una festa, dopo nove mesi in cui il personale sanitario ha lavorato contro questo virus che ha cambiato le nostre abitudini di vita, e che finalmente, grazie al vaccino, potrebbe in breve tempo riportare la normalità.

Tra i primi vaccinati anche Pippo De Luca, sindaco di Maletto, ma soprattutto funzionario della Direzione Medica dell’ospedale di Bronte: “L’Asp di Catania ha prontamente accolto la mia richiesta, e quella di associazioni del territorio, di istituire un punto vaccinale presso l’ospedale di Bronte, e per questo ringrazio il dottor Maurizio Lanza – ha dichiarato De Luca – addirittura, l’Asp ha anticipato la data di inizio prevista per il 4 gennaio. A breve, anche i normali cittadini inizieranno ad essere vaccinati, anche in altre strutture”. L’Asp, ha previsto, in questa campagna, diverse postazioni fisse, ed alcune mobili per le tante Rsa. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 03-01-2021