A RANDAZZO 34 CASI CERTI L’ESCALATION C’E’ STATA MA LA PAURA NON VINCE – 5 CASI A BRONTE

A Randazzo salgono a 34 i postivi al Covid accertati dall’Usca, ovvero l’Unità speciale di continuità assistenziale dell’Asp. Fino a venerdì scorso erano 23. Un incremento di 11 contagiati in più che però, paradossalmente, fanno tirare al sindaco Francesco Sgroi un piccolo sospiro di sollievo. «È vero – infatti spiega – che i contagiati sono aumentati, ed è vero anche che altre 85 persone dovranno ancora essere sottoposti a tampone molecolare da parte dell’Asp. Ma sono stati in migliaia a sottoporsi a tampone rapido nei lavoratori di analisi privati. Oggi posso dire che la sensibilità di tutti quei miei concittadini che ha effettuato spontaneamente il tampone ci ha permesso non solo di individuare il fenomeno, ma di circoscriverlo ed adesso arginarlo. Tutti coloro che sono risultati positivi al test rapido sono in isolamento e vi continuo a dire che stanno bene». In effetti fra i tanti contagiati solo qualcuno e per altre patologie è stato ricoverato. Il resto vive in casa la malattia senza eccessivi malesseri. «Ma la gioia più grande – continua il sindaco – è sapere che dei primi 2 contagiati il 5 ottobre, uno era un falso positivo ed il secondo proprio ieri è stato dichiarato guarito. Anche noi adesso abbiamo la prova che dal Covid si può tranquillamente guarire. Questo – conclude – non vuol dire che bisogna abbassare la guardia».

E per questo il sindaco ha nuovamente riunito il Coc della Protezione civile per dare mandato alla polizia municipale di vigilare sul rispetto delle norme anticovid e sospendere l’accesso ai musei dove non è possibile garantire il distanziamento. «E oggi inizia lo screening nelle scuole – termina Sgroi –. Si comincia con i più grandi che faranno il tampone rinofaringeo. Sono state previste 4 postazioni. Due all’Istituto Enrico Medi, una al Liceo classico e la terza nella scuola media De Amicis. Mi fa piacere apprendere che l’adesione allo screening è stata massiccia». E la curva dei contagi sale anche a Bronte. Niente a che vedere con i numeri di Randazzo, ma certo il fenomeno tiene in apprensione cittadini ed istituzioni. L’Usca, infatti, ha accertato 5 contagiati. Si tratta di casi sporadici che fanno escludere ogni forma possibile di focolaio, con l’Usca che dopo aver verificato i contatti ha posto altre 17 persone in isolamento. Un dato tutto sommato irrisorio se consideriamo che la popolazione di Bronte si avvicina ai 20mila abitanti, ma che comunque le istituzioni non intendono trascurare. Per questo il sindaco Pino Firrarello ha inviato alla popolazione un messaggio che chiarisce anche sulle voci che si rincorrono su possibili altri casi positivi.

«Ricevo telefonate che mi annunciano nuovi casi Covid – afferma il sindaco Firrarello –. Ma noi dobbiamo basarci sui dati forniti dall’Usca. Solo quando si ha il risultato del tampone molecolare effettuato dall’Asp possiamo avere certezza che il soggetto sia realmente positivo. «Quello che oggi posso dirvi – prosegue – è che la nostra attenzione sul problema è massima. Non a caso abbiamo invitato a Bronte il commissario Covid dell’Asp, Pino Liberti. Tutti però dobbiamo fare la nostra parte per arginare il diffondersi del virus e io mi rivolgo alle famiglie in generale, ma soprattutto alle mamme affinché non facciano uscire di casa i propri figli senza mascherina e senza disinfettante per bene le mani. «Di fronte all’aumento in tutta Italia dei contagi –conclude Firrarello – non possiamo che tentare di prevenire i rischi. Sarà fastidioso certo, ma sicuramente meno gravoso e pericoloso che curare la malattia». Fonte “La Sicilia” del 15-10-2020

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