118 SICILIA UN ARTICOLO SUL SERVIZIO 118 DI FRANCESCO GALANTE

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Secondo la procedura, hai dieci minuti per partire, raggiungere il luogo dell’intervento, scaricare l’attrezzatura, soccorrere il ferito prima che l’arresto cardiaco sia letale. Dovrai anche scansare le aggressioni di chi aspetta lì, che verrà le mani se il tuo arrivo non è stato istantaneo e le tue scuse non convincenti. Sei volte in media per notte, in un turno di lavoro di otto ore senza soste, per uno stipendio netto sui 900 euro, dato che non hai indennità. Sei un operatore del 118. Nei prossimi giorni attueranno forme di protesta più incisive Carlo Cataldi, coordinatore palermitano degli autisti soccorritori, e i suoi colleghi. Non migliorano le condizioni degli operatori, chiedono l’adeguamento al contratto collettivo nazionale, una serie di indennità non garantite, e rassicurazioni sul futuro del servizio Emergenza/Urgenza in Sicilia. Non esiste, per loro, indennità di rischio, di reperibilità, la voce straordinari, di trasferta al posto di lavoro, a volte distante decine di chilometri, né buoni pasto. La stampa siciliana gli da addosso, puntando il dito su episodi di incuria, ritardi e assenteismi: “Dei fannulloni di certo non farebbero questo lavoro – risponde Cataldi – possono capitare dei ritardi delle ambulanze, dato che si lavora coordinati dalla centrale operativa del 118,che smista le chiamate per la loro priorità. Discriminare e denigrare tutti gli operatori 118 credo sia da vigliacchi”. Si svolge lavoro d’equipe con medici e infermieri, ma le condizioni di lavoro non sono paragonabili. I dipendenti non hanno neppure la certezza di essere riconfermati ad un part-time da 120 ore, che nella pratica diventano oltre 150 al mese. Eppure le rogne sono ben accette: la maggior parte degli operatori siciliani del 118 hanno cominciato da volontari della Croce Rossa Italiana, per poi fare di questo servizio civile un mestiere. Da 22 anni, nel caso di Carlo, ma senza prospettive incoraggianti. Fanno capo alla Si.s.e. spa, società privata emanazione della CRI, che sarà sciolta il prossimo 31 dicembre per far posto a un ente riformato a composizione mista. Come recuperare il personale che svolgerà lo stesso servizio? Si licenziano in blocco 3200 dipendenti e se ne programma il reinserimento nella nuova azienda, che vedrà la luce nel 2008. L’organico del bacino palermitano conta circa 900 dipendenti a tempo indeterminato, oltre a quelli destinati a mansioni amministrative, assunti in momenti diversi, con diverse formazioni e tipi d’impiego. L’ultima tranche di assunti conta 74 dipendenti che, privi di qualifica OVAS e patente di guida per l’ambulanza, hanno ultimato la formazione per subentrare al personale che verrà tagliato. Prevedibilmente, proprio una settantina di lavoratori. Un altro volontario della CRI è il presidente della Si.s.e. spa. Guglielmo Stagno D’Alcontres, che percepisce però un ricco indennizzo mensile. Cifre considerevoli, per un’azienda che non riesce a incentivare i dipendenti con le più elementari indennità. Sono gli stessi coordinatori, accolti in seno ai Cobas a dare suggerimenti per far quadrare il bilancio. Rimane inutilizzato il deposito per il parco macchine di via Nenni a Palermo, una struttura di 500×850 metri che potrebbe ospitare tutte le ambulanze siciliane ed è anche dotata di macchinari per l’autolavaggio: la SISE paga un’altra area in via Belgio per custodia e un altro per il lavaggio dei mezzi. Venerdì scorso si sono incontrati con il governatore Salvatore Cuffaro i delegati regionali del 118 con l’intenzione di dichiarare lo sciopero, poi revocato. “Cuffaro, più che rassicurare, ha fatto la voce grossa – racconta ancora Cataldi – rammentandoci che non siamo nella posizione di pretendere. Ci viene rammentato che non ci sono fondi per il pagamento delle relative ore in esubero che, da due anni abbiamo effettuato, e mai verranno pagate e riconosciute in futuro”. Gli operatori 118 in questo momento dovrebbero svolgere un contratto part-time mentre raggiungono le 150 e più di ore, lavorando come se fossero inquadrati con contratto full time. È facile aumentare le ore di lavoro a carico, visto che negli stessi turni ad inizio mese, vengono calati, i turni in più per sostituire i colleghi della stessa postazione che sono in ferie o sotto infortunio.

 

Francesco Galante dal sito www.isolapossibile.it