RANDAZZO: «UN PERCORSO FINO A MONTE SPAGNOLO»

È all’Etna ed alle sue meraviglie naturalistiche che Randazzo e l’intero versante nord del vulcano ll’Etna devono guardare per potenziare l’offerta turistica e tentare di creare economia stabile non solo in estate. Nei mesi caldi, infatti, quando il centro storico della medievale cittadina si tinge degli antichi colori e mette in mostra l’altissima Vara, i turisti arrivano numerosi. La sfida è quella di farli arrivare tutto l’anno. E un modo per attirarli almeno da marzo fino a novembre c’è, si chiama turismo naturalistico. Il sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi, lo dichiara apertamente e non nasconde quello che considera uno dei suoi traguardi più ambiziosi della sua sindacatura, arrivando dove altri, per vari motivi, sono stati costretti a fermarsi. Secondo Sgroi per destagionalizzare il turismo bisogna aprire un varco dal centro cittadino alla Casermetta di Monte Spagnolo, posta vicino la “pista altomontana dell’Etna”, un percorso che dal territorio di Linguaglossa conduce fino ad Adrano, a circa 1400 metri d’altezza. «È la parte più bella, più verde e rigogliosa dell’Etna – dice il sindaco Francesco Sgroi – Passeggiare fra i boschi del versante nord del Mongibello vuol dire immergersi nel verde avvolto da un rigenerante silenzio della natura che regala panorami mozzafiato. Randazzo ha saputo negli anni salvaguardare questo patrimonio di cui andiamo fieri ed orgogliosi. Basta decidere di inerpicarsi su per il Vulcano per addentrarsi in breve tempio in boschetti con le essenze vegetali tipiche dell’Etna e godere di scorci stupendi.

Ed allora perché non provare a far raggiungere il turista fino alla Casermetta di Monte Spagnolo, che è di proprietà comunale, tranquillamente con mezzi meccanici, nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura? Da li il turista potrebbe vedere le bocche effusive del 1981, le grotte del Burrò e del Gelo ed ammirare le pendici dell’Etna da una postazione privilegiata». Il sindaco ha già affrontato l’argo – mento e ha già pronto un progetto. «Certo – aggiunge – ne ho già parlato con i tecnici del Parco dell’Etna, che stanno valutando un progetto che ho già fatto redigere. Il 2020 sarà anche l’anno del turismo escursionistico randazzese, perché conto di approvare questo progetto in conferenza di servizi». Le affermazioni del sindaco bastano per risvegliare, in tutto il versante nord dell’Etna, le speranze a quella fetta di popolazione che guarda al turismo per fare impresa. Da sempre, infatti, si è pensato di valorizzare le risorse ambientali dell’Etna a fini turistici. Imprenditori e professionisti che, in verità, mai hanno pensato di deturpare il Vulcano o compromettere il tesoro naturalistico che molto bene Parco dell’Etna e l’ex Azienda foreste demaniali, oggi Dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale, hanno custodito. Semmai hanno pensato sempre come superare il dualismo economia-ecologia e trasformarlo in un felice connubio. Del resto Randazzo vanta veramente una delle più belle fette di Parco dell’Etna. La Grotta del Burrò è una delle più belle che il versante nord, al punto che su di essa si tramandano storie che sanno tanto di leggenda. Inoltre il versante nord dell’Etna offre al turista le case “Case Pirao”, accogliente rifugio dove è possibile anche fermarsi per un rilassante pic nic, utilizzando il servizio barbecue aperto a tutti. Da lì si può pensare di raggiungere monte Spagnolo attraverso una pista forestale lunga circa 3.5 km.

Per questo lasciarsi ammaliare dalla bellezza della ricca vegetazione dominata da ginestre e dal complesso eruttivo del 1981 che, più ci si avvicina e più ci regala possenti conetti e bocche effusive, è rimasto privilegio di pochi. Bocche effusive veramente ad un schioppo dalla secolare faggeta di Monte Spagnolo a circa 1450 metri di quota, fra le più pregiate risorse ambientali non solo del Parco dell’Etna, ma dell’intera Isola. Una faggeta che apre il passaggio al piccolo ma suggestivo Rifugio forestale di Monte Spagnolo ed alla Casermetta di Monte Spagnolo che il sindaco Sgroi intende valorizzare e che, se raggiunta con mezzi meccanici, potrebbe essere un punto base per l’escursionismo. Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 13-01-2020

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