RANDAZZO: «PER NOI GENITORI NON CI POTRA’ MAI ESSERE RASSEGNAZIONE»

Da 10 anni si discute su come rendere più sicuro il dosso della Ss 120, subito dopo l’uscita est dell’abitato. Lì, infatti, il 26 febbraio del 2012, a causa di un incidente che ancora oggi fa venire i brividi, persero la vita Federico Astone di 19 anni e Samuele Bellocchi Parasiliti di 15 anni. Entrambi di Randazzo, viaggiavano, assieme ad altri coetanei, a bordo di una Fiat Uno guidata da Federico, quando l’auto, subito dopo il dosso si è scontrata frontalmente con un Fiat Fiorino della ditta che consegnava i pasti negli ospedali della zona, guidata da Michele Scuderi di 49 anni, in fase di sorpasso. Federico guidava piano, con diligenza e prudenza, ma l’urto fu terribile. Dopo qualche settimana, sempre a causa di quell’incidente, morì pure il conducente del Fiorino. Nonostante un dramma che ha scosso le coscienze di tutti, quel dosso completamente “cieco”, è sempre rimasto così com’è. L’Anas non ha mai trovato il modo e le risorse per renderlo più sicuro. Inutili sono state i solleciti degli amministratori, con i genitori di Federico che ogni anno, con una cerimonia particolarmente commovente, depongo sul luogo dell’incidente una corona di fiori, anche per chiedere alle istituzioni di rendere quel tratto di strada più sicuro ed i soccorsi sanitari più efficienti. In quel drammatico giorno l’ambulanza con il medico a bordo, infatti, era impegnata in un altro intervento ed a soccorrere i ragazzi sono arrivate solo ambulanze senza medico.

E quest’anno, in occasione del decennale della scomparsa dei ragazzi, la cerimonia sulla Ss 120 è stata ancora più sentita. «Ho voluto ricordare cosa realmente successe allora – ha affermato la mamma di Federico, Antonina Crò – non sapremo mai se un intervento di un medico del 118 avrebbe potuto salvare nostro figlio. Per noi genitori non ci potrà mai essere rassegnazione». E se la strada è la stessa di allora, i servizi sanitari di emergenza urgenza hanno solo in un ambito aumentato la propria efficacia. Il Comune ha, infatti, realizzato l’elisuperficie notturna per un trasporto il più veloce negli ospedali attrezzati, facendo fare un enorme salto di qualità al servizio, ma l’ambulanza medicalizzata al servizio del Pte è sempre una. Anzi nelle settimane scorse, a causa della carenza di personale, diversi turni sono rimasti scoperti di medici. GAETANO GUIDOTTO Fonte “La Sicilia” del 22-03-2022