RANDAZZO, CHIUDE I BATTENTI LA RSA MA PER DARE L’AVVIO A NUOVI LAVORI

Oggi chiude momentaneamente i battenti la Rsa (Residenza sanitaria assistenziale). L’attività infatti è stata sospesa dall’Asp che ha comunicato che riprenderà entro la fine del mese di luglio. L’attività è stata sospesa perché dovranno essere realizzati lavori finalizzati al miglioramento sismico della struttura e alla certificazione antincendio in modo da alzare i livelli di sicurezza non solo della Rsa, ma dell’intero presidio dove sono allocati gli ambulatori del Distretto sanitario di Bronte. La sospensione comunque non coinvolge gli ambulatori che rimangono attivi. Al momento nella struttura sanitaria sono presenti circa 5 pazienti che, se non sarà possibile dimetterli e riportarli a casa, saranno trasferiti in altre strutture residenziali. C’è un aspetto però. I lavori arrivano subito dopo una ispezione dei carabinieri dei Nas che, voci non confermate, fanno intendere che pur non avendo individuato carenze di natura igienica sanitaria, avrebbero individuato alcune irregolarità ed alcune certificazioni scadute. In particolare i Nas avrebbero evidenziato il mancato rispetto del Decreto presidenziale dell’ottobre del 1999 che imporrebbe all’interno della struttura la presenza di alcuni servizi come l’angolo bar, la sala pranzo, la cappella, la sala per il parrucchiere ed il servizio di podologia. Assieme a queste mancanze, inoltre, avrebbero rilevato la carenza anche di alcune certificazioni fra cui quella di idoneità sismica. Se è vero che l’ispezione sarebbe avvenuta qualche giorno fa, l’Asp 3 di Catania si è mossa con celerità, tant’è che ieri mattina a Catania il direttore generale Maurizio Lanza ha convocato un vertice per illustrare il progetto di adeguamento dei locali al sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi.

All’incontro hanno partecipato il dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Randazzo, Aldo Meli, il direttore dell’Uoc Coordinamento staff, Giuseppe Spampinato dell’Asp, il direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Asp, Francesco Alparone con il direttore del Distretto sanitario di Bronte, Vito D’Urso ed il responsabile dell’ambulatorio di Randazzo, Antonio Salanitri. «Gli interventi illustrati al sindaco – ha detto il manager Lanza – si collocano nella cornice dell’ampliamento dell’offerta di servizi per la comunità». In pratica secondo quando fatto intendere dall’Asp a Randazzo si starebbe attuando un piano di potenziamento dei servizi che dopo l’istituzione dell’ambulatorio di Urologia, vedrebbe in programma anche il consolidamento dell’ambulatorio di Cardiologia e l’attivazione dell’ambulatorio di Chirurgia.

Soddisfatto il sindaco Francesco Sgroi: «Abbiamo ragionato – ha affermato infatti, con il manager, sia delle criticità ma anche delle potenzialità e delle risorse messe in campo dalla Direzione generale dell’Asp per l’Ospedale di Bronte e di conseguenza per il comprensorio. Abbiamo fatto anche il punto della situazione per le strutture sanitarie presenti e operative sul territorio del Comune di Randazzo. Posso ragionevolmente affermare che stiamo continuando il percorso concordato per potenziare la medicina del territorio, siamo anche impegnati in un intervento di adeguamento e ammodernamento della struttura che ospita la Rsa. Non è una chiusura, ma un miglioramento del servizio per la comunità». In pratica con i controlli dei Nas è arrivato il momento per effettuare dei lavori nell’ex ospedale di Randazzo la cui realizzazione si protrarrebbe da tempo. Secondo le informazioni acquisite, infatti, non sarebbe la prima volta che i Nas pongono rilievi alla struttura dell’ex ospedale. L’ultima volta quando ancora era Lungodegenza. Per chi è poco avvezzo alla terminologia medica le “Rsa” (Residenze sanitarie assistite) sono strutture a impronta sanitaria che ospitano per un periodo variabile da poche settimane a un tempo indeterminato persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche di più specialisti e di un’articolata assistenza sanitaria. Nell’ex ospedale di Randazzo poi trovano posto il Poliambulatorio, la Guardia medica, il Punto di primo intervento e l’ambulanza del 118. Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 05-06-2020