PAC 2021-2027: GLI AGRICOLTORI DELLE TERRE DELLA BIOSFERA SCRIVONO ALLA UE “SERVE PIU’ SOSTEGNO PER LE AZIENDE SOSTENIBILI”

106 imprenditori agricoli e zootecnici dell’area delle Terre della Biosfera hanno sottoscritto una lettera di aperto dissenso nei riguardi della nuova PAC 2021-2027. La lettera, indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e per conoscenza alla Ministra per le Politiche Agricole Bellanova e all’Assessore della Regione Siciliana all’agricoltura Bandiera, è stata inviata Lunedì 09.11.2020 con una nota di accompagnamento di Biagio Montagno, Presidente delle Giacche Verdi Bronte. L’Associazione ambientalista, infatti, assieme alla Fondazione Manfred-Hermsen-Stiftung, ad un team di Professori dell’Università di Catania, alla LIPU e al NABU promuove il progetto “Buone pratiche agricole nelle Terre della Biosfera”. Il progetto ha visto il coinvolgimento di più di 100 agricoltori con lo scopo di supportare le aziende agricole e zootecniche per i loro sforzi nella produzione eco-sostenibile, per le buone pratiche adottate e per la protezione della biodiversità nell’area delle Terre della Biosfera. Nello specifico, le Terre della Biosfera sono le due valli del Simeto e Alcantara, che attualmente mirano ad ottenere la candidatura per il titolo UNESCO Man and Biosphere. La realtà dell’area è caratterizzata da aziende di medio-piccole dimensioni, ma proprio per chi quotidianamente contribuisce a produrre prodotti d’eccellenza rispettando natura e ambiente la votazione della Commissione Europea sugli emendamenti ai regolamenti per la PAC 2021-2027 è risultata una sconfitta su vari fronti, con una riduzione delle ambizioni ambientali della Politica Agricola Comune. Da qui l’idea di una lettera aperta alla Presidente von der Leyen, sottoscritta dai 106 agricoltori e inviata stamani. Ecco il testo integrale:

“Illustre Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen,

siamo più di 100 agricoltori siciliani delle “Terre della Biosfera”, un’area delle Valli attorno all’Etna che mira a diventare un sito UNESCO per la sua ricchezza e bellezza ambientale, per l’alto valore in termini di biodiversità e per un’agricoltura ancora in gran parte tradizionale e ricca di prodotti di eccellenza. Tutti in noi manteniamo la biodiversità in campo agricolo, lasciamo numerose porzioni di terreno incolte per favorirne la naturalità e lavoriamo in biologico o quasi (spesso tradizionalmente, senza possedere un certificato bio). Il nostro duro lavoro dunque, da una parte produce e non senza difficoltà un reddito per le nostre famiglie e dall’altro contribuisce a generare benefici pubblici ambientali. Sebbene siano già stanziati dall’Unione Europea dei contributi (non richiesti tra l’altro dalla totalità di noi!), ci troviamo in grande difficoltà nel mantenere le nostre aziende economicamente redditizie. Abbiamo appreso che la bozza per la nuova PAC non porterà nessuno dei cambiamenti fondamentali che riteniamo necessari. In ragione di ciò Le chiediamo cortesemente di utilizzare tutta la Sua influenza in seno alla Commissione Europea per riconsiderare le linee programmatiche delle leggi per la nuova PAC e di prendere in considerazione in particolare i seguenti punti:

1. Un sostegno adeguato per il mantenimento della natura, in particolare delle aree svantaggiate ma di alto valore ambientale come quelle di Natura 2000;

2. Un sostegno per le buone pratiche ambientali, ovvero per chi non distrugge le risorse idriche, del suolo e dell’aria – sia che essi lavorino in bio sia con metodologie tradizionali, sostenendo chi preserva le colture e specie autoctone;

3. Un aiuto per effettuare le pratiche ecologiche in sostituzione dell’uso di quelle chimiche, qualora fossero maggiormente costose;

4. Un aiuto per l’accesso ai mercati per i prodotti locali, bio/tradizionali e per le aziende a conduzione familiare.

5. Un aiuto per contrastare il cambiamento climatico, i cui effetti sono sempre più evidenti anno dopo anno. Combatterlo dovrebbe essere uno dei compiti principali dell’UE;

6. Un aiuto supplementare per la catena del valore aggiunto dei prodotti primari (ad esempio trasformare il latte in formaggio, come potevano fare i nostri padri sino a qualche tempo fa senza problematiche di sorta);

7. Importante per noi è altresì un accesso semplificato ai fondi, dato che tutti noi riscontriamo problemi legati alla lentezza della burocrazia;

8. Maggiore sostegno alle aziende di piccole dimensioni che, per loro natura, rappresentano la vera colonna vertebrale dell’agricoltura locale ma che attualmente vengono penalizzate e minacciate da logiche intensive e altamente impattanti sulla naturalità del territorio.

Tali domande non riguardano soltanto noi, ma riteniamo siano rappresentative di tutte le aziende Europee che si trovano in luoghi economicamente svantaggiati ma ricchi di biodiversità e ambienti naturali. È importante per tutti noi, che rispettiamo e coltiviamo con la natura, che i prodotti industriali o coltivati in modo intensivo provenienti da altre aree non competano con i nostri mercati locali e li distruggano. Al momento non vediamo un futuro roseo per le nostre aziende agricole e vi esortiamo a fare tutto ciò che è in vostro potere per salvare le nostre aziende, la nostra gente e la nostra biodiversità! Ci auguriamo che possiate affrontare questi punti e consentirne l’integrazione in qualsiasi futuro piano di sostegno della PAC. In attesa di un Suo riscontro Le auguriamo buon lavoro, con la speranza Lei possa ascoltare le nostre richieste”.