MESSINESE: OPERAZIONE NEBRODI CON 94 INDAGATI, ANCHE IL CONSIGLIERE CERAULO DI RANDAZZO COINVOLTO

Una maxi operazione scattata alle prime luci dell’alba, e che ha portato al fermo di 94 soggetti, di cui 48 in carcere e 46 lasciati agli arresti domiciliari. Una operazione coordinata dalla procura di Messina e dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha decapitato diversi membri delle famiglia Batanesi e Bontempo Scavo prima in guerra nei Comuni del messinese e che poi hanno trovato l’accordo per spartire la torta e fare in modo di dividersi la torta dei contributi Agea. A finire in cella sono, tra gli altri, i boss dei clan dei Batanesi e dei Bontempo Scavo: Sebastiano Bontempo detto «il guappo», Giordano Galati detto Lupin, Sebastiano Bontempo, «il biondino» e Sebastiano Mica Conti. E ancora Aurelio Salvatore Faranda e i fratelli Massimo Giuseppe e Gaetano, nomi noti, tutti già condannati e scarcerati dopo aver espiato la pena. A fiutare l’affare milionario sono stati loro che, anche grazie all’aiuto del notaio Antonio Pecoraro e di funzionari dei Centri Commerciali Agricoli (CCA) che istruiscono le pratiche per l’accesso ai contributi europei, hanno incassato fiumi di denaro. Tra gli indagati anche l’attuale sindaco di Tortorici, Emanuele Galati Sardo e l’ex sindaco di Cesarò, Antonio Caputo.

Coinvolto anche Enzo Ceraulo, 52 anni, Consigliere Comunale di opposizione a Randazzo, e assessore con la precedente amministrazione guidata da Michele Mangione, e negli anni passati con Del Campo. La sua posizione sembra molto grave. Dal CAA dove lui era responsabile, sono partite molte pratiche di quelle sotto osservazione. Per questo è stato posto ai domiciliari. In serata una nota della Prefettura sospendeva dalle funzioni di Consigliere Enzo Ceraulo.