MANIACE: GUARDIA FORESTALE SCOVA DISCARICA VICINO AL CUTO’

watermarked-maniaceIl torrente Cutò è salvo ma ha rischiato di essere inquinato dall’incuria e dalla scarsa sensibilizzazione della gente verso la salvaguardia ambientale. La Guardia forestale di Maniace, coordinata dall’ispettore superiore Antonino Montagno, infatti, nel quotidiano lavoro di controllo del territorio, ha scoperto una discarica di amianto a pochi passi dalle sponde del torrente, che è uno dei tre corsi d’acqua che formano il Simeto. La discarica si trovava in un terreno demaniale sito nella contrada Boschetto vigne, una zona bellissima dal punto di vista ambientale e da sempre preziosa per l’equilibrio dell’ecosistema fluviale. Non a caso, il Cutò fa parte dei corsi d’acqua pubblici protetti addirittura da un regio decreto dell’11 dicembre 1933. Questo non ha per niente scoraggiato coloro che hanno deciso di deturpare quell’oasi verde con i loro rifiuti pericolosi. Il comandante Montagno, insieme con gli ispettori Alfio Grassia e Antonino Liuzzo Scorpo, ha proceduto al sequestro di un’area estesa per circa 300 metri quadrati, all’interno della quale si trovava di tutto, dai rifiuti speciali come le pericolose lastre di eternit, agli escrementi di animali misti a pietre e terra. Da un calcolo effettuato dalle Guardie forestali, in quella discarica abusiva sono stati depositati anche più di 50 metri cubi di rifiuti. Una piccola bomba ecologica, insomma, fortunatamente individuata prima che esplodesse. Per adesso la discarica è stata circoscritta onde evitare che curiosi si avvicinino, con il comandante Montagno che ha inviato gli atti alla Procura della Repubblica, pronta a convalidare il sequestro dell’area. Adesso la priorità è rappresentata dalla necessità di bonificare la zona. Rifiuti ed amianto dovranno essere eliminati al più presto a salvaguardia dell’incolumità pubblica e di uno degli ambienti fluviali più belli della Sicilia orientale. Intanto, i controlli della Guardia forestale di Maniace continueranno, ma anche le indagini per risalire all’identità di chi, invece di scaricare i rifiuti nelle apposite discariche, ha preferito deturpare l’ambiente.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 11-07-2013

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