MANIACE: ALT AL DISSESTO IDROGEOLOGICO DUE INTERVENTI SUL TERRITORIO

Doppio intervento di messa in sicurezza. La Struttura contro il dissesto idrogeologico, che ha al suo vertice il governatore Nello Musumeci, porta ad aggiudicazione efficace due gare che sbloccano una situazione critica e annosa. Il primo importante passo compiuto è quello che riguarda il tracciato di collegamento fra le contrade di Petrosino, Semantile e Sant’Andrea. Gli Uffici hanno infatti definito la procedura negoziata che permetterà a una società di Catania – in ragione di un ribasso del 51,1 per cento e per un importo complessivo di poco inferiore ai 35mila euro – di effettuare le indagini geofisiche, utili per conoscere le caratteristiche del sottosuolo in vista della progettazione esecutiva dei lavori. L’area oggetto d’intervento si sviluppa nella parte settentrionale del territorio comunale e il tratto interessato, della lunghezza di 7 chilometri e che collega le tre frazioni di Petrosino, di Semantile e di Sant’Andrea, presenta una forte instabilità causata dalla pendenza eccessiva che può raggiungere il 20 % in un terreno argilloso. In questi anni si sono registrati movimenti superficiali, causa della disomogeneità del manto stradale e una serie di cedimenti lungo tutto l’asse viario, in assenza di opere di protezione e smaltimento delle acque meteoriche. Da qui la necessità di analizzare il terreno, di natura argillosa, con sondaggi meccanici a rotazione e a carotaggio continuo, di profondità comprese tra i 10 e i 30 metri, e con prelievi di campioni che verranno sottoposti ad analisi e prove di laboratorio geotecnico.

Previste anche prove geofisiche, tomografie e un’indagine sismica. Sarà invece un Consorzio di Gioiosa Marea – con un ribasso del 32,7 per cento e per un importo di circa 280 mila euro – a eseguire i lavori sull’impluvio secondario a difesa del centro abitato di contrada Cavallaro. Si tratta di un’opera idraulica quanto mai necessaria su un canale che solo in parte è intubato e che ha una sezione idraulica insufficiente a smaltire la portata di massima piena. La situazione, inoltre, è di estremo pericolo se si considera che, a pochi metri, vi sono edifici. Il progetto prevede la rimozione delle infrastrutture esistenti, ormai in pessime condizioni, ma anche la realizzazione di un tombino scatolare interrato in cemento armato con una larghezza di oltre due metri. Nei tratti dove il canale è a cielo aperto, sarà rivestito da elementi in pietrame locale e protetto da muretti di protezione. Nelle parti in cui attraverserà io terreni agricoli, manterrà la larghezza di un metro e sessanta e verrà irregimentato con un sistema di gabbionate. Fonte “La Sicilia” del 11-11-2020