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MALETTO: “IL COMUNE BRUCIA UN MILIONE PER LA BAMBINOPOLI”

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Il Comune di Maletto perde il finanziamento di un milione di euro speso per realizzare l’«Area polifunzionale di aggregazione» in contrada Margi, perché entro marzo 2017 l’opera non era completa e funzionante. La restituzione decretata dall’assessorato regionale delle Infrastrutture infligge un duro colpo al bilancio dell’ente. Una somma non indifferente per un paesino di 4 mila
abitanti, un territorio di 40 chilometri quadrati e un bilancio con 4 milioni euro di entrate sufficienti a pagare i dipendenti, le bollette, qualche piccola manutenzione e la refezione scolastica dei bambini, come dimostra il bilancio 2018 approvato venerdì, da ieri sul sito Internet del Comune. A giugno 2011, sindaco Pippo De Luca, la giunta deliberava di partecipare a un bando della Regione Siciliana, del Fondo europeo sviluppo regionale (Fesr 2007/2013), per realizzare una bambinopoli. Finanziata l’opera, a febbraio 2014 l’assessorato chiedeva al Comune atti di «incarichi di progettazione, coordinatore della sicurezza, direzione dei lavori» ma, visti i tempi lunghi per redigerli, per non perdere il finanziamento la giunta guidata dal sindaco Salvatore  Barbagiovanni chiedeva alla Regione di poter procedere con un appalto integrato, per affidare incarichi e costruzione dell’opera. Avallata la proposta, a luglio 2014 l’Assessorato concedeva un milione e 70 mila euro, il Comune a ottobre bandiva la gara e a maggio 2015 l’Urega di Catania l’aggiudicava a un’impresa di Maletto che, il mese dopo, iniziava ed eseguiva i lavori così celermente da incassare 464.849,68 euro dopo due mesi e 382.148,57 a ottobre. Tutto preludeva all’ultimazione dell’impianto entro l’anno (termine poi prorogato al 2016), nonostante il ricorso presentato a luglio 2015 da un’impresa esclusa, uscita vittoriosa a maggio 2016 al Tar etneo ma perdente due mesi fa al Cga di Palermo. A febbraio 2016 il sindaco Barbagiovanni
nominava un architetto che rilevava «gravi difformità ed incongruenze» fra progetto presentato e opere eseguite dall’impresa che
il comune diffidava a regolarizzare, ma il direttore dei lavori escludeva l’esistenza di discordanze. Se su questa querelle, da circa un mese, la giunta ha incaricato due legali per riscuotere una fideiussione da 30 mila euro, la scorsa settimana il finanziamento
da un milione di euro è stato revocato e il Comune dovrà restituire l’intera somma alla Regione. Raggiunto telefonicamente, il
sindaco Barbagiovanni ha dichiarato: «Non sono ancora a conoscenza di questo decreto di revoca del finanziamento. Quando ne vedremo le motivazioni, valuteremo sia un eventuale ricorso al Tar sia eventuali richieste di risarcimento danni ai soggetti coinvolti nella realizzazione di quest’opera». Luigi Putrino Fonte “Giornale di Sicilia” del 19-12-2017

MALETTO – IL COMUNE DEVE RESTITUIRE I SOLDI DELLA BAMBINOPOLI                                                                                                                Non sarà un bel Natale per Maletto, con la notizia giunta dalla Regione, che con il decreto 3181 del 11 dicembre 2017 chiede la restituzione di 904.111 euro, e il blocco di 124.129 usati per rifare l’area polifunzionale e di aggregazione in viale Lazio, la
bambinopoli. La Regione, ha predisposto la restituzione, a carico del Comune, entro 90 giorni dalla notifica del decreto. Un argomento più volte affrontato dalla nostra testata e che adesso si conclude nel peggiore dei modi. Lavori incompleti, opere nonj collaudate. giochini vandalizzati e ora il rischio di lasciare l’area com’era rimasta per oltre 40 anni. Nel 2011, dopo diversi anni, era
stata presentata una richiesta di finanziamento, approvata nel 2014 e nel 2015 sono iniziati i lavori aggiudicati a una ditta di Maletto. Tutto sembrava andare per il meglio, invece da lì iniziava l’incubo, con continue querelle tra il Comune e la ditta, fino a
questo amaro epilogo. Una brutta tegola per una comunità che sperava finalmente di avere un’area per i giovani del paese. Con la beffa che tutti i protagonisti della vicenda, ditta compresa, sono residenti del luogo e avrebbero dovuto dare il massimo per completare l’opera. Ora, quello che tutti sperano, è che a pagare siano i veri responsabili e non i soliti cittadini già vessati da tasse e imposte. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 20-12-2017

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