I MEDICI DELL’USCA DI BRONTE «LAVORIAMO IN EMERGENZA»

Sono quelli che al momento si sono fatti carico di una gran mole di lavoro legata all’emergenza Covid 19, in un momento molto delicato e al centro di ben 3 zone rosse su 10 dell’intera Sicilia. Stiamo parlando dei medici dell’Usca (Unità speciale di continuità assistenziale) di Bronte, che operano a Bronte, Randazzo, Maletto e Maniace. Una zona che ultimamente è salita agli onori della cronaca proprio per l’alto numero di contagi e che ha visto prima Randazzo dichiarata zona rossa, e ora, almeno fino al 3 dicembre, Bronte e Maniace. Undici medici, hanno scritto una lettera aperta, rivolta ai cittadini di questi Comuni, per spiegare il loro operato e far capire che molti disservizi legati alla gestione della pandemia non sono imputabili a loro. «Ci rincresce comunicare alla popolazione di Bronte, Randazzo, Maletto e Maniace – dice la lettera – che negli ultimi giorni il nostro operato ha subito alcuni rallentamenti dettati da molteplici cause di forza maggiore. Piuttosto che scaricare colpe, il nostro invito è quello di staccare gli occhi dal singolo caso e guardare all’insieme. Le Usca, il personale dell’Asp, i medici di medicina generale, il 118, i Covid hospital e tutti gli operatori dell’emergenza che stiamo vivendo sono singole parti di una macchina che si va inceppando perché nello stress della quotidianità viene a mancare la visione d’insieme. Nel particolare, tutti noi operatori del territorio brontese ci ritroviamo ad assicurare il servizio e la gestione di due zone rosse ed altri due Comuni il cui numero di soggetti positivi a Sars-Cov-2 è spropositatamente alto.

Nonostante le difficoltà che siamo costretti a fronteggiare ogni giorno, tra clima alle volte poco propizio per setacciare il territorio su strada, minacce di pazienti esasperati rinchiusi in casa, note della Regione e indicazioni che cambiano a metà giornata, ad oggi non ci siamo mai arresi qualunque fosse l’orario o la mole di lavoro da affrontare. Purtroppo non siamo maghi o streghe e non sappiamo ancora fare magie, ma per noi medici Usca è sempre stato chiaro come i nostri pazienti, anello debole senza colpe di questa emergenza, siano il fulcro di tutto il nostro operato e per garantire il loro benessere da parte nostra non può e non deve esistere stanchezza o procrastinazione». Parole forti, che mettono in risalto un operato spesso oscuro, ma importante. Poi la lettera continua: «Non rientra tra i nostri compiti la comunicazione degli esiti dei tamponi, ma in emergenza abbiamo deciso di non badare a queste sottigliezze e comprendendo i disagi della popolazione ci siamo fatti carico di quest’altro impegno. I laboratori catanesi poi, ricevono migliaia di tamponi al giorno provenienti da tutta la provincia, e pure loro si sono ritrovati nelle mani oltre i tamponi, le preoccupazioni, le paure e le angosce di migliaia di persone per le quali noi medici Usca siamo ovviamente l’unica valvola di sfogo. D’altronde per tutti i pazienti costretti all’isolamento domiciliare noi medici vestiti da astronauti siamo ormai gli unici ospiti da attendere. Noi siamo qui anche per questo, perché non siamo solo medici ma anche figli, partner, amici e soprattutto esseri umani dotati di empatia che si impegnano ad ascoltare e risolvere i problemi di tutti. Non siamo politici, non stiamo a guardare per poi puntare il dito e dirigere il traffico da lontano. Amiamo il nostro lavoro, vogliamo bene ai nostri pazienti, abbiamo pianto le perdite ma siamo rimasti sempre in quella prima linea in cui però non vediamo nessun altro oltre noi operatori della Sanità.

Ribadiamo il nostro dispiacere per il malcontento della comunità, vi assicuriamo che stiamo lavorando senza sosta, lontani dalle nostre famiglie e dalle nostre case perché abbiamo scelto di raccogliere questa sfida insieme. Noi non abbandoniamo nessuno. Al servizio dei nostri pazienti con estrema umiltà». Una situazione drammatica, ma che a breve dovrebbe avere una svolta. Come detto dal sindaco di Maletto Pippo De Luca, il primo a protestare per i disservizi, e a difenderli, la colpa non è dei medici delle Usca, ma di chi deve gestire i vari dati. L’Asp ha subìto un bug informatico che ha creato problemi al sistema, ora sembra che tutto sia risolto e, già da oggi, molte cose dovrebbero cambiare e l’iter dei referti e dei tamponi dovrebbe avere una accelerazione. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 23-11-2020

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