DA BRONTE A MALETTO E RANDAZZO, 16 KM DI BUCHE E PAURA – LE FOTO

È soddisfatta in parte, la popolazione del versante Nord Ovest dell’Etna, dopo i recenti annunci relativi al rifacimento di alcune strade della Sicilia, previste dall’accordo Anas – Governo Musumeci. Mentre è alta la soddisfazione dell’annuncio del completamento della Ss 284, relativo al tratto Bronte – Adrano, lavori previsti da anni e mai iniziati, e che a breve dovrebbero avere il via, migliorando la percorrenza e la viabilità da Bronte verso Catania, resta invece critica la situazione dei quasi 18 chilometri che vanno da Bronte all’ingresso di Randazzo. In questo tratto, solo un paio di chilometri sono stati interessati dai lavori di rifacimento, mentre nei restanti 16 chilometri, dissesto e avvallamenti fanno da cornice a rattoppi, buche e asfalto consumato che diventa pericoloso a ogni goccia di pioggia. Già dall’uscita di Bronte, nel tratto successivo alla via Messina, salendo per Maletto, le buche sono decine, con dolori per gli automobilisti che vi transitano, spesso “costretti” a passare tra le buche come in uno slalom. Dopo la Difesa, in prossimità del bivio di Maletto, la parte peggiore. Diversi avvallamenti, che qualche mese fa sono stati raccordati alla meglio, ma che sono pericolosi e specie col ghiaccio o pioggia, possono causare dei cambi di traiettoria molto pericolosi. Superato il bivio di Maletto, altro tratto con l’asfalto screpolato e molto consumato. Scendendo per Randazzo la situazione non migliora, anzi, intorno al km 5, il guardrail, “colpito” da diversi incidenti, è ancora rotto, nonostante siano passati diversi anni, e coperto da dei segnalatori in plastica, che in caso di urto, non tratterrebbero un veicolo. Qui, in passato, sono avvenuti diversi incidenti, anche gravi, e ancora oggi, le barriere di protezione non sono mai state sostituite. Scendendo ancora, il tratto rifatto, e un altro tratto, in cui, invece è stato sostituito solo il guard rail. Una situazione grave, che in tanti, da anni, chiedono a gran voce di sistemare, come per la Statale 120. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 09-04-2018